Una folla immensa ai funerali di Lorenzo Vanzi. Il ricordo di Don Mauro Frasi. “Ti avevo battezzato io…”

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[images_grid auto_slide=”no” auto_duration=”1″ cols=”three” lightbox=”yes” source=”media: 13148,13149,13147,13146,13145,13135″][/images_grid]Silenzio, compostezza, lacrime. E tanta, tantissima gente. Montevarchi e il Valdarno, questa mattina, hanno salutato per l’ultima volta Lorenzo Vanzi, il bambino di 10 anni morto giovedì al Meyer di Firenze in seguito ad un drammatico incidente stradale che si è verificato proprio davanti a casa dei Vanzi, in via Chiantigiana. Centinaia le persone che hanno preso parte al funerale. Impossibile entrare all’interno della Chiesa di Santa Maria al Giglio. Le persone si sono accalcate sul sagrato e per strada e hanno ascoltato l’omelia del parroco, Don Mauro Frasi, tramite gli altoparlanti appositamente collocati all’esterno. Già alle 10.30 la zona era off limits. Ad aspettare il feretro anche tantissimi ragazzi. Molti, come aveva chiesto il Moto Club Brilli Peri, erano vestiti con la divisa ufficiale. Anche la Sangiovannese ha voluto essere presente con una rappresentanza, così come molte società sportive di Montevarchi. Non solo, in prima fila una delegazione dei vigili del fuoco, intervenuti sul luogo del tragico incidente, della Misericordia e di altre associazioni cittadine. Davanti alla chiesa, palloncini gialli con stampato il numero 4, con il quale Lorenzo correva per il Moto Club Brilli Peri e magliette indossate appositamente. Già, il Moto Club. La seconda famiglia dei Vanzi. Dal presidente Mugnaini ai consiglieri, ai centuari più o meno maturi, tutti si sono stretti attorno alla famiglia. E alcuni di loro si sono presentati alle esequie con abbigliamento sportivo e in sella ad una moto da cross, la grande passione di Lorenzo, del fratello Gabriele e del padre Simone. La piccola bara bianca del piccolo  è arrivata alla Chiesa di Santa Maria al Giglio alle 11,15. Durante la celebrazione religiosa, iniziata qualche minuto dopo, il parroco Don Mauro Frasi ha ricordato questo angelo volato in cielo troppo presto. “Ti avevo battezzato io, – ha detto, commosso, il sacerdote, guardando quella bara bianca circondata dalle corone di fiori -. Lorenzo è il patrono di Montevarchi. Oggi tu, Lorenzo, sei il patrono di tutta la nostra città. Mi rivolgo a tutti i genitori. Oggi date una carezza ai vostri figli e fate un gesto d’amore. Perchè la vita passa attraverso questi gesti. Oggi è la festa di Ognissanti – ha aggiunto Don Mauro -. E il nostro Lorenzo l’ha vissuta in parte sulla terra, in parte in cielo, nella Casa del Signore”. Dopo la Santa Messa i palloncini sono stati fatti volare in cielo. Un cielo azzurro, che ha accompagnato per l’ultima volta il viaggio terreno di Lorenzo.  Anche le moto da cross hanno sgasato per qualche minuto, per ricordare la grande passione del loro piccolo amico. Il feretro è giunto poi in auto fino a via Sugherella, lato stazione. Da li, a piedi, ha raggiunto il vicino cimitero, seguito da una grande folla in silenzio.  Alle esequie era presente anche il sindaco di Montevarchi Francesco Maria Grasso. Il comune, come noto, ha proclamato in occasione dei funerali “lutto cittadino

 

Foto di Sandro Merli (Foto Ottica Shop)