Clamoroso strappo nel Pd di Montevarchi. Dieci iscritti escono allo scoperto. “Primarie di Partito”

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Dieci iscritti del Partito Democratico di Montevarchi, tra cui anche l’attuale assessore Giovanni Rossi, sono usciti allo scoperto, attaccando i vertici locali del partito e chiedendo di “scuotersi dall’inerzia che da troppo tempo li condiziona”. La richiesta è esplicita: attivare subito le procedure per indire le Primarie di Partito per scegliere il candidato sindaco, da tenersi il 6 marzo. Fermo restando che l’obiettivo prioritario è la formazione di un ampio schieramento di centro sinistra, che porti poi alle primarie di coalizione. Ed ecco poi il siluro a Francesco Maria Grasso. “La disponibilità del Pd a riproporre la sua candidatura – hanno detto i dieci iscritti – era finalizzata alla ricomposizione del centrosinistra: se al contrario tale candidatura si rivelasse oggettivamente un ostacolo dovrà essere il sindaco stesso a compiere un gesto di responsabilità anteponendo l’interesse politico generale alle pur legittime ambizioni personali”. Insomma, il consiglio, nemmeno troppo velato, è quello di fare un passo indietro. L’uscita pubblica dei dieci rappresentanti del Partito Democratico di Montevarchi arriva a quattro mesi dalle elezioni amministrative che eleggeranno il nuovo esecutivo cittadino. Alessandro Bencini, Stefano Brogi, Alessandro Donati, Francesca Neri, Maddalena Neri, Valter Neri, Sauro Paoletti, Giovanni Rossi, Francesco Tassi e Simone Tartaro hanno ricordato come diversi mesi fa l’assemblea comunale del Pd avesse individuato unanimemente come prioritario l’obiettivo di una ricomposizione politica del centrosinistra, che a Montevarchi ha conosciuto negli ultimi anni una divisione innaturale. Allo stesso tempo l’assemblea aveva sollecitato l’avvio di una campagna di ascolto dei cittadini per la costruzione del programma e per la selezione delle candidature. “ Registriamo con disappunto che nessuna di queste indicazioni è stata perseguita con convinzione – hanno detto i firmatari – e riteniamo perciò che il Pd di Montevarchi debba immediatamente scuotersi dall’inerzia che da troppo tempo lo condiziona: deve darsi un programma sintetico e preciso e deve definire urgentemente le modalità per la selezione delle candidature”. Secondo i dieci iscritti l’iniziativa politica del partito “non può essere delegata alle dichiarazioni di chi si sente personalmente in causa e legittimamente persegue i propri specifici obiettivi. L’assenza di un riferimento programmatico chiaro per i prossimi cinque anni, del resto, espone tutta la discussione a derive personalistiche di cui già in passato abbiamo misurato le conseguenze negative”. Per i firmatari del documento politico la nuova aggregazione di centro sinistra dovrà essere caratterizzata da un forte spirito innovativo, per “evitare di consegnare la città ad avversari politici oggi fin troppo baldanzosi, e la cui esultanza degli ultimi giorni dovrebbe indurre a una seria riflessione”. Nello specifico, in base a quanto previsto dallo statuto del partito, si chiede di avviare le procedure per le Primarie di Partito, che secondo le indicazioni nazionali dovrebbero tenersi il 6 marzo prossimo. “ Ciò non toglie – hanno concluso -che l’opzione per le primarie di coalizione sia e resti prioritaria e che il Pd debba mantenere la disponibilità a svolgerle fino all’ultimo secondo utile. Si dovrà trattare di primarie il più possibile aperte e partecipate, sulla base di uno schema programmatico stringato e condiviso che individui gli obiettivi della nuova fase politica. Una fase nuova che è certamente necessario inaugurare valorizzando quanto di buono si è compiuto in passato ma anche promuovendo i necessari elementi di incisiva discontinuità”.