“Nessun progetto per Montevarchi”. Dura requisitoria di Grasso nei confronti della Giunta Chiassai

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“Nessun progetto per Montevarchi”. E’ dura la requisitoria dell’ex sindaco Francesco Maria Grasso nei confronti dell’attuale Giunta. A quasi un anno dall’insediamento, spiega, “i servizi si sono ridotti” e cita gli esempi dell’ufficio tecnico, “aperto solo su prenotazione il giovedì e mezza giornata il martedì”, e della cultura “completamente azzerata, con il museo Galeffi chiuso e messo in vendita, la Ginestra senza obiettivi, il Cassero in ‘prorogatio’ e senza direzione”.
Un “crinale negativo” che, annuncia, proseguirà con la “dissoluzione” dell’Ufficio di Promozione del Territorio, destinato alla chiusura perchè “l’unico dipendente andrà in pensione”, senza dimenticare la casa della salute: “Non ci sono segni di programmazione e di confronto per decidere quando e dove verrà realizzata”.
Non solo perchè “la posizione di Montevarchi come Comune più popoloso e politicamente trainante nel Valdarno – continua – è ai margini e ridotta a inesistenza politica nella conferenza dei sindaci e nelle altre istituzioni”. Come il distretto rurale che vedeva Palazzo Varchi ente capofila e che da 12 mesi, afferma, è “sparito dalla scena”.
Quanto ai debiti che il suo governo avrebbe lasciato in eredità a Chiassai & C., il capogruppo di Montevarchi Democratica ricorda che dall’esame dei documenti per il consuntivo 2016, in discussione al prossimo consiglio comunale, emerge ben altro: “Nella seconda metà del 2016 gli amministratori avevano speso i soldi risparmiati nel 2015 per più di 200 mila euro. Anche nel 2017, per il bilancio dell’anno 2016 scopriamo da rendiconto che abbiamo un risultato di amministrazione in positivo di oltre 2 milioni 972 milla euro, di cui 2 milioni 586 mila accantonati a riserva per eventuali rischi e 316 mila di avanzo e risparmio di amministrazione del 2016, destinati a spese del Comune. Non solo hanno inaugurato qualche decina di opere ormai concluse e vanto per la città – tuona – ma speso oltre 600 mila euro di risparmi sapientemente accumulati non in opere strategiche per il futuro, ma in propaganda elettorale come inversioni di marcia e comunicazione contro gli immigrati e i panni stesi”.
Dalla critica alla proposta per investire al meglio i 300 mila euro: “70 mila euro per il progetto esecutivo delle casse di espansione del Pestello ( da 12 mesi nel dimenticatoio), perchè rischiamo di perdere i fondi di Regione e Provincia; 80 mila per l’inizio della realizzazione della cittadella dello sport calcistica per l’Aquila in qualunque luogo e predisponendo un fondo vincolato a bilancio; 20 mila euro per l’implementazione delle strutture di atletica dello stadio; 30 mila per finire il palazzetto con il campo da pallacanestro, da ginnastica e pallavolo sull’esterno – conclude l’esponente di minoranza – oramai da troppo tempo in fase di esecuzione”.