“Oggi per i nostri imprenditori è il primo giorno di liberazione dalle tasse. Ma nessuno festeggia”. L’allarme di Cna

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La tassazione per le piccole e medie imprese italiane è insostenibile e un nuovo grido d’allarme è stato lanciato in queste ore dalla presidente della Cna Arezzo, la valdarnese Franca Binazzi. Un’uscita, la sua, che arriva in una domenica particolare. Oggi, infatti, è il primo giorno dalla liberazione delle tasse ed è scattato il tax free day. “Fino ad oggi – ha ricordato la Binazzi – abbiamo lavorato per pagare le tasse, per quel mostro a tre teste (fisco nazionale, regionale e comunale) che anno dopo anno continua a divorare risorse e lavoro degli artigiani e che ad Arezzo nel 2017 assorbe il 55,9% del reddito di una piccola impresa”.
La Presidente Cna ha infatti segnato nel calendario la data del 22 luglio indicato dal Centro Studi Cna come il giorno della liberazione dalle tasse, ma non è in animo di festeggiare.
“L’analisi – ha aggiunto – ha preso come riferimento un’azienda manifatturiera con un laboratorio di 350 mq, un negozio di 175 mq, 5 dipendenti, un fatturato di 431mila euro/anno e un reddito d’impresa di 50.000 euro/anno. Ebbene, oggi l’imprenditore finisce di lavorare per pagare le tasse e sa bene che gli restano 22 mila euro di reddito d’impresa da qui a fine anno. E a poco vale pensare che Arezzo è tra le città più virtuose tra le 135 analizzate in Italia e che c’è chi sta peggio: i colleghi di Firenze, ad esempio, saranno costretti ad attendere il 9 settembre per cominciare a lavorare per le necessità loro e delle loro famiglie”.
Scorrendo la classifica nazionale, la Binazzi non ha potuto non sottolineare incredibili incongruenze. La differenza della pressione fiscale fra la città più virtuosa (Trento) e l’ultima della lista (Reggio Calabria) è di quasi di 20 punti. Un abisso. Stesso abisso per la classifica del Tax Free Day. “Nella città prima in classifica il giorno della liberazione dalle tasse è scattato il 16 luglio, nell’ultima della lista il 24 settembre, quasi due mesi dopo – ha precisato la responsabile dell’associazione degli artigiani – . Sembra un altro pianeta eppure stiamo parlando di Italia. Un quadro complessivo che continua ad essere insostenibile confermato dal confronto con 5 capitali europee (Berlino, Londra, Madrid, Parigi e Varsavia) da cui emerge che la tassazione complessiva sulle aziende italiane ancora una volta è fra le più alte del vecchio continente”.
Insomma, per la Cna è assolutamente necessario ridurre la tassazione su artigianato e piccole e medie imprese e semplificare, sia a livello centrale sia a livello locale, gli adempimenti che determinano costi indiretti sulle aziende e ne diminuiscono la produttività.