Montevarchi: crolla una porzione del tetto dell’ex Cinema Teatro Impero. Ordinanza per bonificare la copertura in amianto

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Crolla una porzione di tetto dell’ex Cinema Teatro Impero di Montevarchi e il Comune emette un’ordinanza che impone alla società proprietaria dell’immobile di dare il via immediato alle operazioni di bonifica e di rimozione della copertura in cemento amianto.
Il provvedimento è stato firmato nei giorni scorsi dal sindaco Silvia Chiassai Martini e arriva dopo la comunicazione inviata all’ente dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Arezzo relativa all’intervento svolto la scorsa settimana da una squadra di pompieri per “il crollo di una parte del tetto all’interno delle mura perimetrali – si legge nella nota – mentre alcune lastre della copertura erano rimaste in precarie condizioni sullo stesso. Per quanto sopra si è reso necessario interdire l’area a ridosso del muro perimetrale dello stabile, confinante con la corte esclusiva del civico 100 di viale Diaz”. Nella stessa comunicazione si è indicata anche la necessità di adottare tutti i provvedimenti a tutela della pubblica e privata incolumità.
Non una novità per la struttura, abbandonata dagli anni ’90 e che, grazie ai fondi Piuss, avrebbe dovuto diventare il polo culturale della città. Già nel 2014, dopo il sopralluogo della Asl 8, l’allora sindaco Francesco Maria Grasso aveva siglato un atto analogo per impegnare i proprietari della struttura a bonificare le coperture. Gli esperti del dipartimento di Prevenzione – Unità Funzionale Igiene Pubblica e Nutrizione della zona Valdarno, che si erano mossi su un esposto dei residenti, avevano rilevato alcune criticità e sollecitato il primo cittadino a mettere in pratica ogni accorgimento per eliminare l’eternit.
Da allora lo stato di conservazione del tetto era stato sottoposto alla valutazione di un’azienda specializzata e nel febbraio 2015 la Asl era tornata a segnalare l’opportunità della bonifica entro 18 mesi. Il risanamento, tuttavia, non è mai avvenuto tanto che nel luglio scorso l’amministrazione comunale aveva assegnato ai proprietari un termine di due mesi per avviarlo, “previa predisposizione di un adeguato piano di lavoro da sottoporre alle autorità competenti e contestuale autorizzazione della competente Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo”, e di 120 giorni per concluderlo.
Gli ultimi cedimenti e il peggioramento delle condizioni dei pannelli che li “rende suscettibili di ulteriori crolli con serio pregiudizio per l’incolumità, la sicurezza e la salute pubblica derivato anche dalla particolare volatilità delle fibre di amianto”, però, hanno convinto gli amministratori ad accelerare i tempi, intimando alla proprietà di provvedere immediatamente alle opere necessarie.