Cavriglia: cala il sipario sulla mostra “Mithra, un dio orientale in Valdarno”

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Va in archivio dopo 7 mesi con un grande successo la mostra “Mithra, un dio orientale in Valdarno”, allestita nel museo Mine di Castelnuovo dei Sabbioni. Con il rientro dell’opera al Museo Archeologico di Arezzo è calato ufficialmente il sipario sull’esposizione temporanea che ha riportato a casa il manufatto rinvenuto nel marzo del 1974 da due ragazzi del posto, Gianni Grotti e Mauro Ferrucci, in un cantiere nei pressi della Pieve cavrigliese intitolata a San Giovanni.
Scorsero un sasso troppo bianco per essere una pietra naturale e il padre di uno di loro, intuendo la scoperta, avvisò i Carabinieri che si occuparono di recuperare il bassorielievo facendolo trasportare nel capoluogo di provincia per studi e analisi approfondite.
Da allora la statua dedicata al dio dei legionari non era più tornata nella località del ritrovamento, fino allo scorso mese di maggio quando è stato possibile esporla su input dall’amministrazione Comunale in sinergia con Camnes ( (il Centro Internazionale di Ricerca, formazione e tutela per l’Archeologia del Mediterraneo e del vicino oriente), la Sovrintendenza e il Ministero ai Beni culturali.
Immediata la risonanza dell’evento che ha richiamato nell’antico borgo castelnuovese appassionati e curiosi e tanti studenti dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” e di altre classi dei plessi valdarnesi. Da segnalare inoltre la promozione di appuntamenti collaterali, a cominciare dal recente convegno scientifico di metà dicembre, occasione per approfondire storia e origini del culto mitraico.
Tornata ad Arezzo, la statua potrà essere ammirata anche nei locali del Museo Archeologico. Una decisione che rappresenta un attestato di stima nei confronti dello sforzo organizzativo che ha permesso di promuovere a Cavriglia un evento di indubbio rilievo culturale, curato dalle archeologhe Stefania Berutti e Silvia Nencetti di Camnes, codiretto dal cavrigliese Stefano Valentini.