Il candidato di Forza Italia D’Ettore incontra gli imprenditori: “Mi hanno chiesto meno tasse e burocrazia”

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“Tasse, costo del lavoro, vincoli burocratici, carenza di infrastrutture materiali e immateriali: questi i temi principali su cui alcune imprese dell’Aretino mi hanno rivolto, durante gli incontri di questi giorni, le loro sollecitazioni. E hanno fatto bene perché solo noi, il centrodestra, abbiamo un programma adeguato per dare risposte ai loro bisogni di cui io, se eletto, sono pronto a farmi portavoce a Roma per rendere la provincia di Arezzo protagonista”. Lo ha detto Felice Maurizio D’Ettore, candidato all’uninominale della Camera dei Deputati per il collegio 7 di Arezzo e del Valdarno Aretino, in rappresentanza della coalizione di centrodestra composta da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia.
“In questi anni – ha aggiunto – la provincia è stata interessata da varie crisi di impresa che dovrebbero essere affrontate anche in una visione di area e non singolarmente, come invece deriva dall’attuale normativa vigente. Con il centrodestra al governo non sarà più così – ha spiegato D’Ettore – e la nostra piattaforma programmatica lo dice chiaro. Alle nostre economie ed ai vari comparti produttivi vanno dati gli strumenti di sviluppo”.
D’Ettore ha ricordato che il programma della coalizione prevede ad esempio una piena diffusione delle infrastrutture immateriali che costituiscono ormai elemento fondamentale per il miglior accesso all’universo digitale e alle nuove tecnologie.
“Non solo – ha proseguito – , andremo a bussare anche alle porte dell’Europa per rivendicare un abbattimento delle burocrazie comunitarie che rappresentano, in quanto regolamentazioni eccessive, un ostacolo allo sviluppo. Allo stesso modo non può più essere ritardato il processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione anche nel rapporto con i cittadini e le imprese. Anche noti economisti non certo di area centrodestra hanno ribadito la validità delle proposte della nostra coalizione – ha continuato D’Ettore – affermando che il fisco di oggi costituisce un freno non più sostenibile per l’economia italiana”.
Il candidato azzurro ha poi caldeggiato una riforma della giustizia civile senza la quale, insieme alla complessità e farraginosità del sistema sanzionatorio tributario, si rende difficile anche normale conduzione delle attività imprenditoriali. “Solo così – ha concluso – potremo avviare una spirale virtuosa verso maggiori garanzie di libertà di crescita sia individuale che collettiva e imprenditoriale”.