A 40 anni dal rapimento Moro, il libro di Filippo Boni “Gli eroi di via Fani”

853

Sarà nelle librerie l’8 marzo, nel quarantennale dell’attentato più emblematico degli Anni di piombo, “Gli eroi di via Fani”, scritto dallo storico e giornalista valdarnese Filippo Boni.
Il libro, che si avvale della prefazione del direttore di Repubblica Mario Calabresi, racconta per la prima volta la vita dei cinque agenti della scorta di Aldo Moro, trucidati dalle Brigate Rosse nell’attentato del 16 marzo 1978.
Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi sono i nomi dei due carabinieri e tre poliziotti che persero la vita in via Fani e che – nel frastuono mediatico dei giorni successivi all’attentato, concentrato sul rapimento e poi sulla morte del presidente della Democrazia Cristiana – finirono fin da subito in secondo piano, per poi venire dimenticati.
Spinto da un bisogno personale e civile, Filippo Boni ha ricostruito le vite spezzate di questi cinque servitori dello Stato e per farlo è andato nei luoghi in cui vivevano a parlare con le persone che li avevano amati e conosciuti: genitori, figli, fratelli e fidanzate a cui il terrorismo ha impedito di sposare l’uomo che amavano. Grazie a queste testimonianze inedite, “Gli eroi di via Fani” rappresenta un ritratto lucido e allo stesso tempo commosso di quelle vite umili ma piene di sogni e di affetti e restituisce verità e memoria a quei corpi prima trucidati e poi dimenticati. Al tempo stesso il libro riesce nel compito di restituire un affresco di un’Italia semplice e vera che tenta di resistere alle atrocità della storia e si ostina a guardare al futuro.
Filippo Boni, che ricopre anche la carica di vicesindaco di Cavriglia, si è laureato in Scienze Politiche all’Università di Firenze con una tesi sui massacri nazisti in Toscana. Studioso del Novecento e degli Anni di piombo, ha pubblicato svariati saggi sulla Resistenza e sull’età contemporanea.