Sportello di prossimità a Montevarchi. Tuona Francesco Grasso: “E’ solo un palliativo. Stiamo lavorando ad altro”

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“Ma quale sportello di prossimità? Il Consiglio Comunale di Montevarchi ha impegnato il sindaco a riattivare l’Ufficio del Giudice di Pace del Valdarno con sede a Montevarchi!”.
All’ex sindaco e consigliere comunale Francesco Mario Grasso non sono andate giù le ultime esternazioni dell’avvocato Leonardo Paterniti, che ha sollecitato la giunta ad attivare lo sportello di prossimità in città e la successiva replica del sindaco Chiassai, la quale ha annunciato che la possibilità è concreta. Una vicenda, quella legata ai presidi giudiziari, che Grasso conosce, avendo guidato l’esecutivo di Palazzo Varchi per cinque anni.
“Vedo sulla stampa interventi di qualche avvocato di Montevarchi e una precisa risposta del sindaco della stessa città che dialogano sull’ufficio di prossimità per migliorare il servizio verso i cittadini relativamente ai servizi alla giustizia – ha detto l’ex primo cittadino -. Poichè non è la prima volta che tale legale interviene senza riferire la verità dei fatti ed in particolare, in questa occasione, mi sembra un’intervista ad arte concordata con il sindaco per raccontare una versione dei fatti distorta e non veritiera, devo mio malgrado intervenire per chiarire verso la pubblica opinione”.
Francesco Grasso ha innanzitutto precisato che il consiglio comunale di Montevarchi, in modo unanime, ha già approvato una mozione nella quale impegna Silvia Chiassai a lavorare, in accordo con gli altri sindaci del Valdarno, per la prosecuzione della riattivazione del Giudice di Pace di Montevarchi. “Questo è l’obiettivo – ha detto – non certo l’ufficio di prossimità che è un semplice palliativo”.
Ha poi fatto un breve excursus sulla vicenda del Giudice di pace di Montevarchi (“per ricordare i fatti sia all’attuale Sindaco che al legale in questione, che spesso lo vedo pontificare sulla stampa”).
Grasso ha ricordato che quando il Ministero soppresse i Giudici di pace di Montevarchi e San Giovanni lui, in qualità di sindaco, su unanime indirizzo del consiglio comunale, coinvolse i colleghi del Valdarno per richiedere e firmare una convenzione, in modo da attivare la continuazione del servizio nella vallata, naturalmente a spese degli enti locali, così come diceva la legge. “Questo – ha aggiunto – fu fatto criticando non poco questa decisione del legislatore nazionale, che riduceva la giustizia di prossimità al circondario provinciale con giudice ad Arezzo. Tutti i sindaci furono d’accordo nel confermare il giudice di pace di Montevarchi ed in conseguenza Palazzo Varchi fece domanda al Ministero rientrando nell’elenco di conferma del presidio di prossimità. Ancora oggi – ha proseguito Grasso – in tutti gli atti e nell’elenco on line dei giudici di pace appare quello di Montevarchi. Successivamente, come prescriveva la legge, occorreva collocare lo sportello in locali che il comune indicò nei vecchi locali dell’ex Tribunale in piazza Garibaldi; indicammo tre persone che dovevano rimanere nell’organico dei comuni e stipendiati dagli stessi, ma che avrebbero dovuto lavorare presso il Giudice di Pace di Montevarchi; uno del comune di Bucine già in ruolo per distacco, uno del comune di Cavriglia e uno del comune di Montevarchi. Al tempo, anno 2014 e 2015 i Comuni non potevamo assumere nessuna unità di personale in quanto la legge nazionale vietava assunzioni e pertanto vi era solo la possibilità di spostare persone già in organico”.
L’ex sindaco ha poi aggiunto che il comune di Montevarchi fece quindi una circolare interna per verificare le disponibilità, ebbe dei colloqui e in base alle richieste, e attivò la possibilità del cambio di funzione.
Delle otto domande fatte in via conoscitiva, dopo i colloqui e dopo l’assunzione delle notizie sul ruolo e sugli stipendi, nessuno degli otto dipendenti optò per il distacco verso il giudice di pace.
“Le due persone del comune di Cavriglia e del comune di Montevarchi, che volontariamente avevano aderito al distacco per attivare il giudice di pace di Montevarchi – ha precisato Grasso – dopo aver iniziato il corso di formazione ad Arezzo, cambiarono idea, e revocarono la loro disponibilità. Non avendo altro personale che aveva dato disponibilità e perdurando il divieto di nuove assunzioni, il giudice di pace di Montevarchi non è stato riattivato di fatto ma, dall’anno 2015 e fino ad oggi, risulta che lo stesso è presente nelle liste ministeriali”. C’è poi il ruolo assunto dal consiglio comunale. ” A fine 2016 e per tutto il 2017 – ha sottolineato l’ex sindaco – è stato possibile riassumere personale presso gli enti locali, cosa che il comune di Montevarchi ha fatto per alcuni uffici. Per questo il parlamentino cittadino, con una mozione approvata unanimemente, ha impegnato il sindaco a riattivare e concludere il percorso del Giudice di pace di vallata, concordandolo con gli altri Sindaci.
Questi sono i fatti e su questi chiediamo risposte al sindaco e non su richieste secondarie non discusse in consiglio comunale!”.