Lista d’attesa alla Gruccia. Gli ultimi dati. Bene la visita chirurgica e cardiologica. Criticità per coloscopia e gastroscopia

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Di strada da fare ce n’è ancora e anche se rispetto al passato i miglioramenti sono evidenti, i problemi della liste d’attesa, al Santa Maria alla Gruccia così come in altre strutture sanitarie della Toscana, non sono stati ancora risolti. Gli ultimi dati sui servizi erogati al nosocomio valdarnese sono del mese di aprile ed evidenziano, come spesso accade, luci ed ombre. I dati positivi riguardano la visita ortopedica, per la quale occorrono 13 giorni, due in meno rispetto ai pazienti del San Donato. Nella norma anche l’esame cardiologico (6 giorni di attesa contro i 15 previsti dalla classe di priorità), quello chirurgico (3 giorni appena di attesa), la visita all’otorino (3 giorni) e quella dermatologica, per la quale sono necessari 4 giorni.
Bene anche i tempi per l’esame oculistico (6 giorni) e per quello neurologico e odontoiatrico (4 giorni). Per fare un ecocolordoppler arterioso/venoso ci vogliono invece 20 giorni, 5 in più rispetto a quelli previsti, 10 giorni invece per l’ecocolordoppler cardiaco. Sette giorni sono invece necessari per l’eco addome e anche qui siamo nella norma. I dati negativi riguardano innanzitutto la visita ginecologica. In classe di priorità breve/differibile l’esame dovrebbe essere espletato massimo in due settimane. In realtà ne occorrono 50 di giorni, quasi due mesi. Stesso discorso per la coloscopia in classe breve (50 giorni) e differibile (87 giorni). Numeri pressoché analoghi per la gastroscopia. Per l’esame allo stomaco occorrono infatti da 44 a 87 giorni, quando invece dovrebbe essere portato a termine da 10 a 30 giorni.
Anche la tac all’addome e quella al torace non rispettano i tempi (da 37 a 90 giorni). Quasi nella norma invece l’eco mammaria, espletata in due settimane e la mammografia, il cui check up viene svolto in 18 giorni. All’interno del sistema sanitario toscano è attivo un processo che dovrebbe portare ad un abbattimento consistente delle liste d’attesa, attraverso un piano definito, teso a rendere omogeneo l’accesso alla diagnostica e alle prestazioni specialistiche in tutto il territorio aziendale. Un progetto destinato a rivoluzionare, oltre che il percorso di accesso, anche la presa in carico degli assistiti. Il piano è infatti destinato a cambiare radicalmente il sistema fin qui conosciuto e utilizzato dai cittadini per accedere alle prestazioni: estensione dei criteri di priorità, presa in carico dei pazienti, gestione delle cronicità, reti cliniche integrate, un sistema di prenotazione “diffuso” in cui la parola d’ordine è “dove si prescrive, si prenota. Quando il percorso sarà entrato definitivamente in funzione, i miglioramenti dovrebbero essere evidenti.