Il Pd attacca Cresce San Giovanni sulla raccolta firme per le Autostrade: “Viene fatta disinformazione”

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Valentina Vadi, consigliere regionale del Pd

E’ accusato senza mezzi termini di fare disinformazione il gruppo Cresce San Giovanni, che in queste settimane sta raccogliendo firme per indire un consiglio comunale aperto sulle opere compensative legate alla realizzazione della terza corsia dell’A1 tra Incisa e Valdarno. A lanciare gli strali, il Partito Democratico di San Giovanni Valdarno, per il quale si tratta di richieste che non hanno alcun fondamento di credibilità. Dopo aver ricordato che la grande opera autostradale costituisce, senza dubbio, una grande occasione di sviluppo per l’intero Valdarno, il Pd parla di “approccio demagogico e populista” da parte delle liste civiche, accusate di chiedere ai cittadini una firma per qualcosa che non potrà mai essere realizzato.
“Posto che per noi del Partito Democratico ogni occasione di confronto aperto e schietto sui temi è un valore importante da preservare e che le istituzioni ne costituiscono uno dei luoghi deputati – ha aggiunto la forza di maggioranza – , ci chiediamo perché vengano raccolte delle firme disinformando, nei fatti, i cittadini. Forse queste forze politiche non conoscono la normativa che regola la realizzazione delle grandi infrastrutture nel nostro paese? Oppure si approfittano, cosa che sarebbe ancora peggiore e ben più grave, del fatto che i cittadini spesso non conoscono norme e leggi specifiche e di settore, indaffarati, come è giusto che siano, nella loro vita quotidiana? Ma non sarebbe, viceversa, compito di chi fa politica – siano questi partiti, movimenti o liste civiche – informare e far conoscere i fatti nella loro realtà, avanzando proposte concrete e non demagogiche e populiste solo perché si è in campagna elettorale?”.
Insomma, un atto di accusa molto esplicito, cui seguono alcune precisazioni sulle richieste avanzate da Cresce San Giovanni. Riguardo al terzo ponte sull’Arno, in prossimità dell’area di Sant’Andrea, il Pd ha ricordato che si tratta di un’opera impossibile da fare, in quanto non è connessa e funzionale alla terza corsia, nell’ottica di un migliore accesso al casello autostradale. “Non è poi possibile la passerella ciclopedonale sul Ponte Ipazia – ha ironizzato il Partito Democratico – , perché le biciclette non vanno in autostrada. Riguardo poi alle barriere fonoassorbenti, queste sono obbligatorie per legge laddove vi siano sforamenti del rumore che costituiscano un pericolo per la salute dei cittadini”. C’è poi l’altra richiesta, quella legata all’asfaltatura delle strade. ” Possono essere realizzate solo delle opere connesse e funzionali al tratto autostradale che va dal casello di Incisa a quello di Valdarno, già trattate in sede di Conferenza dei servizi presso il Ministero delle Infrastrutture. Sulla base di questo elemento – ha precisato il Pd – sicuramente non sono possibili le asfaltature di tutte le strade comunali di San Giovanni Valdarno che non risultano, evidentemente, funzionali o connesse a quel tratto di terza corsia. Per queste ragioni – ha aggiunto – a noi rimane difficile comprendere le motivazioni che spingono le liste civiche di San Giovanni Valdarno a promuovere una raccolta firme con richieste che non hanno un fondamento di credibilità e che disinformano i sangiovannesi, se non nell’ottica di una campagna elettorale per le amministrative che, da segnali come questi, si preannuncia demagogica e populista, in perfetta sintonia con i tempi attuali ed il clima dominante anche a livello nazionale. Detto questo – ha concluso il Partito di governo – , quello che a noi preoccupa di più – e che vorremmo fosse oggetto di altrettanta preoccupazione da parte delle Liste civiche – è che allo stato attuale l’iter per la realizzazione della terza corsia dell’Autostrada A1, nel tratto che interessa il Valdarno, è bloccato, con il rischio, molto probabile, che una infrastruttura cosi strategica e importante per il nostro territorio veda rinviata a data indefinita”.