Montevarchi: professionista della truffa online nella rete degli agenti del Commissariato

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Si era spacciato per il legale rappresentante di una ditta del settore delle telecomunicazioni e vendeva computer. In realtà era l’ennesimo truffatore che utilizzava internet per raggirare i clienti. Nella rete era finito anche un montevarchino che dopo aver pagato la merce con bonifici bancari non era riuscito a rintracciare il venditore e per questo aveva sporto denuncia al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Montevarchi.
Gli uomini della Sezione Anticrimine hanno iniziato una serie di verifiche incrociate con altri uffici di polizia e con l’istituto di credito riuscendo a identificare il responsabile, un pugliese di 40 anni, pluripregiudicato e vero professionista del settore visto che ha rimediato nel 2018 ben 34 denunce per truffa online.
E’ l’ennesimo caso registrato in Valdarno, basti pensare che nel biennio 2017-2018 su 119 denunce querele ricevute per reati analoghi, i poliziotti sono riusciti in 43 casi a individuare e denunciare i responsabili all’Autorità giudiziaria nonostante la complessità delle indagini dovuta al fatto che spesso i malviventi hanno la base operativa all’estero o comunque utilizzano strumenti finanziari gestiti da società straniere per le quali si è reso necessario ricorrere anche a rogatorie internazionali.
Nella stragrande maggioranza dei casi le truffe hanno riguardato annunci, in particolare sulle piattaforme e – bay, Subito.it o Bakeka.it, per la vendita di autovetture, scooter, biciclette, cellulari, e in un caso anche di una stufa a pellet, o ancora affitti di case vacanza a Tropea, nel Salento o nella Costiera amalfitana, con la conseguenza che i truffatori, quasi sempre italiani, una volta incassato l’anticipo o addirittura il saldo, sparivano nel nulla tentando di far perdere le loro tracce.
Trattandosi di pagamenti effettuati per lo più su posta-pay o su conti correnti intestati su carte ricaricabili, gli agenti tuttavia hanno ricostruito i movimenti di denaro risalendo ai veri titolari a dispetto dei nomi falsi utilizzati anche per acquistare sim di telefoni con documenti di identità contraffatti.