Proroga a Publiacqua, il commento del Comitato Acqua Bene Comune Valdarno: ” i soci privati la fanno da padrone”

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Il Comitato Acqua Bene Comune Valdarno commenta l’esito di quanto successo ieri 4 dicembre alla conferenza d’ambito territoriale medio Valdarno dove la maggioranza dei sindaci ha votato per la proroga di 3 anni al gestore Publiacqua spa che aveva ricevuto la concessione di gestione fino al 2021. Per cui la società gestirà fino al 2024 l’erogazione dell’acqua e il servizio idrico integrato, quali fognatura e depurazione.
“Un’assemblea quella di ieri che è stata condotta non certo in modo esemplare- afferma il Comitato-, infatti sono state messe in votazione due proposte: la proroga di 3 anni all’attuale gestore oppure la fine della concessione nel 2021 come previsto e aumento tariffe.Le mozioni sono state messe in votazione senza alcuna alternativa di prospettiva come ‘prendere o lasciare’, ma la cosa che a nostro avviso è fuori dalle semplici regole del voto assembleare è la decisione della presidenza di non poter votare ogni proposta con un voto ponderato sulla singola , ma votare a o b, con la conseguenza che chi era contrario su entrambi risultava come si fosse astenuto in quanto non sceglieva nè a nè b.”
“Quando l’assessore Perra del comune di Firenze, che pretende nella società di gestione una distribuzione degli utili sempre più alta, ha dichiarato che vi era un obbligo o di votare l’opzione A con proroga del servizio o l’opzione B con aumento delle tariffe- continua il Comitato per l’acqua pubblica- alcuni sindaci contrari ad entrambe hanno abbandonato l’aula dicendosi non disponibili a subire ricatti. Sono stati dichiarati assenti. Altri hanno fatto resistenza. I comuni di Cavriglia e Loro Ciuffenna hanno espresso una dichiarazione di voto contraria a entrambi gli scenari proposto si sono visti dichiarare che si astenevano. I comuni di Terranuova e Castelfranco Piandiscò a questo punto hanno votato a malincuore scenario B senza proroghe. Montevarchi dopo essersi espressa con un intervento contraria ad entrambe le opzioni, vota l’astensione, in quanto, anche il voto contrario a entrambi gli scenari, sarebbe risultato un astensione. “
“La conduzione dell’assemblea di ieri è la riprova evidente che in sede di Autorità Idrica e di Conferenze Territoriali la fanno da padroni i soci privati, i burocrati dell’AIT, i comuni più grandi con maggiori quote nelle società di gestione. La maggior parte dei comuni più piccoli ha chinato la testa in cambio della promessa di investimenti che mai sono stati realizzati nei loro territori, i pochi che si sono ribellati sono stati comunque costretti a subire il ricatto : o proroga o aumento tariffe. E per i previsti investimenti ancora una volta gli stessi amministratori dovranno gestire la collera di cittadini esasperati che, come al solito, non vedranno realizzato quanto promesso.Il nostro comitato- termina la nota- vuole esprimere un sincero apprezzamento a quelle amministrazioni che anche davanti a questi ricatti hanno ribadito le loro critiche a questa gestione e si sono opposti a questa forzatura nella espressione di voto.”