Rinnovo della concessione a Publiacqua, Sottili: “la sindaca ha votato senza un mandato del Consiglio comunale di Figline Incisa”

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A distanza di qualche giorno dalla riunione di Ato Medio Valdarno sul servizio idrico, riunione che ha rinnovato la concessione a Publiacqua fino al 2024, continuano ad arrivare commenti politici sull’esito dell’assemblea. Oggi interviene, con un attacco alla sindaca Giulia Mugnai, Francesco Sottili, consigliere del Gruppo Misto in Consiglio Comunale a Figline Incisa. “Nonostante il mio appello a non partecipare al voto qualora fosse stata chiamata ad esprimersi rispetto alla proroga e l’ininfluenza del suo voto come peso in Assemblea- si legge nella nota di Sottili- la sindaca Mugnai, pare tramite l’assessore Silvia Fossati opportunamente delegata, ha votato in conferenza favorevolmente alla proroga del servizio idrico a Publiacqua fino al 2024.La sindaca, esprimendo il consenso alla proroga, non solo ha votato senza un mandato del Consiglio Comunale di Figline e Incisa Valdarno – cosa di per sé grave – ma ha di fatto espropriato e raggirato il Consiglio per evitare il dibattito e il legittimo confronto Istituzionale. Naturalmente rispetto a un fatto così grave, perseguito grazie anche alla complicità del Presidente del Consiglio Sandro Sarri che ha chiuso il dibattito nella seduta del 29 novembre dopo le parole del Sindaco, non si può sottacere perché tale comportamento è moralmente inaccettabile: si tradiscono le Istituzioni e si privano i cittadini di quella chiarezza che sarebbe stata opportuna per questa decisione.”
“Potevamo scegliere o non scegliere tra due sole opzioni: la A che prevedeva la proroga al 2024 con diminuzione delle tariffe, ma senza investimenti.La B con scadenza naturale al 2021 con aumento delle tariffe. Ma si è evitato.- termina Sottili- in nome di un comportamento poco di sinistra, di far prendere una decisione al massimo Organo cittadino, rappresentativo dei cittadini. Con tutto il rispetto, credo che di fronte a certi comportamenti, come minimo, ci sia da provare un minimo di vergogna.”