“Non vengono rispettati i tempi di risposta alle interrogazioni”. E Terranuova In Comune si rivolge al Prefetto

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Nella giornata di ieri i rappresentanti del gruppo consiliare di “Terranuova in Comune” hanno presentato un esposto al Prefetto di Arezzo nei confronti dell’amministrazione comunale. Due i motivi addotti: secondo la forza di opposizione, infatti, non vengono rispettati i tempi di risposta alle interrogazioni a risposta scritta (30 gg.) e i tempi di risposta all’accesso agli atti (3 giorni).
“Anche in passato si sono verificati casi analoghi per i quali abbiamo sempre cercato, nonostante le rituali interrogazioni, di sollecitare, in modo costruttivo e propositivo, il Sindaco e gli uffici competenti affinché siano rispettate le norme generali e i regolamenti interni – ha spiegato la minoranza -. Ci siamo decisi perchè dopo aver protocollato l’11 settembre scorso un’interrogazione a risposta scritta e un accesso agli atti per chiedere alcune informazioni su Publiacqua spa, abbiamo ricevuto la risposta del vice sindaco solo il 29 ottobre, ovvero con diciotto giorni di ritardo. Una risposta con la quale ci informava che aveva inoltrato le richieste alla società stessa. A quel punto – ha proseguito la lista civica – Abbiamo chiesto il 4 dicembre scorso di fornirci la mail o quant’altro per verificare l’inoltro della richiesta, ma ad oggi l’ufficio non ha fornito documentazione”.
Terranuova In Comune ha poi ricordato che un’altra interrogazione era stata protocollata il 9 ottobre scorso e segnalava l’interruzione dell’energia elettrica nel cimitero di Piantravigne, chiedendo all’amministrazione di prevedere il rimborso del periodo scoperto di fornitura.
“Sono passati 80 giorni e non c’è risposta sull’eventuale restituzione monetaria della mancata fruizione del servizio. Nessuno obbliga l’amministrazione a rispondere sì – ha concluso il movimento – , ma c’è l’obbligo della risposta. Questo atteggiamento denota una superficialità di comportamento e manifesta una grave mancanza di rispetto sia nei nostri confronti che nei confronti della popolazione, oltre il disprezzo per le norme esistenti.
La superficialità di comportamento è grave. Gli assessori, i dirigenti, i collaboratori del sindaco devono ricordarsi che non sono piccoli feudatari che amministrano il loro feudo. Sono operatori eletti per gestire il bene pubblico, seguendo le regole che la comunità si è data. Non è polemica è correttezza amministrativa”.