Allungamento dei tempi di percorrenza del treno 6604, il Comitato pendolari: “é una vergogna”

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Il Comitato pendolari del Valdarno riparte all’attacco sull’allungamento dei tempi del treno 6604 con l’entrata in vigore dell’orario invernale dall’11 dicembre scorso: “E’ una vergogna che dopo quindici giorni Ferrovie non ha fatto niente per ripristinare e migliorare l’orario precedente e rendere possibili le coincidenze per S.Maria Novella”, accusa il portavoce del Comitato Maurizio Da Re, che ricorda: “l’allungamento da 10 a 15 minuti fra Figline e Firenze Campo di Marte fu deciso da RFI, all’insaputa di pendolari e della stessa Regione, per favorire il transito della Frecciabianca 8602 sulla Direttissima, anticipandone l’arrivo a Firenze e penalizzando il regionale 6604, molto usato la mattina presto dai pendolari del Valdarno per raggiungere S.Maria Novella e Rifredi.L’allungamento dei tempi è stata una presa di giro per i pendolari – continua Da Re- il servizio è peggiorato ancor di più e non è stato risolto il problema dell’inchino, come si voleva far credere, con lo spostamento-anticipo orario della Freccia e con il rallentamento del Vivalto, l’esatto contrario di quanto aveva chiesto il comitato nel luglio scorso”.Il portavoce del comitato riferisce del monitoraggio di due settimane del treno 6604 e della coincidenza col 11984 da parte dei pendolari. “La coincidenza a Campo di Marte non è stata possibile 6 volte su 9. Così alle decine di pendolari del Valdarno, che vogliono raggiungere S.Maria Novella, tocca spesso attendere per circa 15-20 minuti il treno successivo diretto da Arezzo, mentre tutti gli altri pendolari valdarnesi, soprattutto studenti, raggiungono la stazione di Rifredi con 4-12 minuti in più rispetto a 15 giorni fa, quando era vigente l’orario precedente.”Il portavoce dei pendolari si rivolge infine all’assessore regionale ai trasporti Ceccarelli. “Se lei, assessore, era basito di fronte all’allungamento dell’orario del 6604, avvenuto a sua insaputa, noi pendolari eravamo indignati, e se lei è ancora in attesa di risposte da Ferrovie, al più presto come aveva detto, adesso, dopo 15 giorni senza notizie – conclude Maurizio Da Re – siamo ancora più indignati sopratutto nei confronti di Ferrovie ma anche della Regione”.