Decreto sicurezza: sindaci contro il provvedimento. Lettera aperta al Governo

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“Con il decreto sicurezza pesanti conseguenze sulle spalle dei sindaci”. Venti primi cittadini della provincia di Arezzo, e tra loro quelli del Valdarno con l’unica defezione di Montevarchi, hanno preso carta e penna per spiegare perché il provvedimento impatterà pesantemente sui Comuni invitando il Governo “a consentire ai sindaci di disporre degli strumenti e delle condizioni per attuarlo”.
Il documento parte dalla bocciatura del decreto sicurezza che “non individua le soluzioni più appropriate” in tema di immigrazione.
“Al contrario – scrivono – creerà ulteriori problemi ai territori: espellere migranti richiedenti asilo gettandoli in mezzo alle strade aumenterà il numero di clandestini potenzialmente pericolosi per la comunità esponendoli anche a rischi seri di sopravvivenza”.
Critiche anche sull’abrogazione dell’istituto di protezione umanitaria, “principio riconosciuto dalla carta dei diritti dell’uomo e dalla nostra stessa Costituzione – sottolineano gli amministratori – eliminando il permesso di soggiorno per motivi umanitari che consentiva l’iscrizione all’anagrafe comunale dei richiedenti asilo e il rilascio di una carta d’identità oltre che l’iscrizione al centro per l’impiego e al servizio sanitario nazionale. Misure indispensabili per avere cognizione e sicurezza che permettevano da un lato all’immigrato di essere “visibile” e accedere ai servizi essenziali, dall’altro a tutte le istituzioni tenute a garantire la sicurezza di conoscere, gestire e controllare la sua presenza nel territorio”.
Cancellarle, senza prevedere altre azioni efficaci, secondo i sindaci produrrà ricadute pesanti anche per gli italiani: “Si appesantirà la situazione sul fronte della sicurezza nei territori, aumentando il numero degli irregolari e inevitabilmente per le macchine amministrative non solo comunali ma di tutte le istituzioni interessate”.
Gli amministratori si dicono profondamente preoccupati perchè il parere di tanti Sindaci “le vere sentinelle del territorio” non è stato valutato e accolto nonostante la posizione della commissione immigrazione dell’Anci che all’unanimità si fosse espressa negativamente sul provvedimento. E aggiungono: “I problemi esposti sono di tutti, e la loro ricaduta nei territori è per tutti i Sindaci indipendentemente dalla loro appartenenza politica”.
Infine ribadiscono il loro impegno ad applicare e rispettare la legge dello Stato, ma chiedono al Governo chiarimenti e certezze per quanto riguarda le loro responsabilità in materia di sicurezza di tutti i cittadini.
“E’ per questo che condividiamo l’iniziativa della Regione Toscana per richiedere il pronunciamento della Corte Costituzionale augurandoci che ciò avvenga nel più breve tempo possibile. Ribadiamo che quello che chiediamo come Amministratori è di avere strumenti veri, efficaci e praticabili e non norme dal sapore propagandistico che non risolvono la questione del fenomeno immigrazione, ma caricano i Sindaci di ulteriori problematiche che generano incertezze e insicurezza per tutti i cittadini”.