“Abbandonato sul pulmino come un pacco”. I genitori del bimbo dimenticato sullo scuolabus chiedono giustizia

7751

“Poteva succedere una tragedia. Com’è stato possibile che i due adulti presenti non si siano accorti di nulla? Un bimbo non è un bagaglio né un pacco!”
Pretendono giustizia i due genitori del bimbo di tre anni abbandonato per sei ore da solo in uno scuolabus delle Autolinee Toscane parcheggiato nel deposito di Ponte alle Forche a San Giovanni. Arbreshe, casalinga di 26 anni, e il papà Dul Berisha muratore di 32 vivono nel quartiere Oltrarno e ricordano quanto accaduto martedì mattina.
“L’ho portato al bus alle 8.20 – racconta la mamma – visto che la materna del quartiere è chiusa per ristrutturazione e i bambini sono ospitati all’asilo Rosai Caiani. E’ salito a bordo con la responsabile che lo ha accompagnato al suo posto. Come sempre alle 13.40 sono tornata alla fermata, ma stranamente il pulmino non è passato. Ho aspettato per un paio di minuti, poi ho telefonato alla scuola, ma non rispondeva nessuno e così ho deciso di andarci di persona. Quando sono arrivata le maestre mi hanno detto che mio figlio risultava assente”.
A quel punto ha temuto il peggio. “La paura più grande è che l’avessero rapito – riprende – e non l’avrei più rivisto. Ho urlato che su quello scuolabus il mio bambino era salito e allora la custode ha chiamato la compagnia di trasporti che ha avviato le ricerche fino a trovarlo nella rimessa. Stava piangendo e lo hanno riaccompagnato all’asilo dove ad attenderlo c’erano i Carabinieri e un’ambulanza. Era sotto shock e appena è sceso mi guardava come se non mi conoscesse, non parlava e non voleva abbracciarmi. Tremava per il freddo, la tutina era completamente bagnata e gli occhi erano gonfi e rossi per le lacrime. Non posso pensare cosa abbia provato il mio bambino”.
Al pronto soccorso dell’ospedale della Gruccia il piccino è stato visitato dai medici: “Aveva la pressione alta – prosegue la mamma – ma non ha riportato conseguenze particolari anche se dovrà sottoporsi a una visita neuropsichiatrica. Siamo rimasti in ospedale fino alle 21.40 e qui ci ha raggiunti mio marito che lavora a Sesto Fiorentino. Quello che è accaduto è inammissibile. Quei due non meritano di svolgere quel compito”.
Ieri la coppia ha incontrato il preside dell’Istituto Comprensivo “Marconi” e rappresentanti dell’amministrazione comunale di San Giovanni che hanno voluto assicurare vicinanza e sostegno.
Nel frattempo i Carabinieri della Compagnia sangiovannese hanno inviato una relazione su quanto accaduto al Pm di turno Laura Taddei, mentre l’autista di Autolinee Toscane e l’accompagnatrice della cooperativa di Montevarchi sono stati sospesi dal servizio.