“Sulla Bekaert un silenzio assordante, non possiamo stare zitti”: l’appello lanciato dal segretario Fiom Daniele Calosi

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“Un silenzio assordante ci sta circondando e allora abbiamo il dovere di fare rumore e di non stare zitti”: il segretario della Fiom Cgil di Firenze Daniele Calosi torna a parlare della vicenda Bekaert. Una vicenda sulla quale purtroppo non abbiamo notizie. “Sono passati ormai più di 4 mesi dalla firma dell’accordo presso il Ministero dello Sviluppo Economico- scrive Calosi- e 2 mesi dalla firma al Ministero del lavoro per accordo di Cassa Integrazione per i 252 dei 318 lavoratori dello stabilimento di Figline attualmente in ammortizzatore sociale. Accordi che si sono concretizzati dopo 100 giorni di lotta. In tutto questo periodo i lavoratori di Bekaert, compresi quelli degli appalti, non hanno avuto più notizie in merito alla reindustrializzazione del sito che deve avvenire, ricordo, entro e non oltre il 31/12/2019 ultimo giorno di cassa integrazione. Non le hanno avute i lavoratori e di conseguenza non ne abbiamo noi come Fiom.“ Calosi continua raccontando cosa è successo nel frattempo:“l’advisor Sernet, incaricato da Bekeart per la reindustrializzazione, si rifiuta di incontrare le Organizzazioni Sindacali celandosi dietro vincoli di riservatezza che avrebbe nei confronti di eventuali società interessate all’acquisto del sito di Figline. Il Ministro dello Sviluppo Economico, annuncia per mezzo di comunicati stampa ufficiali, di incontri avvenuti con ministri di Paesi stranieri, cioè la Bielorussia, che hanno aziende interessate a rilevare lo stabilimento e i lavoratori di Figline, ma si rifiuta ad oggi di incontrare FIM-FIOM-UILM benché la scorsa settimana sia stata inviata a Roma al Ministro stesso, una richiesta ufficiale di incontro. Il Ministero del Lavoro (che è guidato dalla stessa persona che dirige il Ministero dello Sviluppo Economico) ad oggi, a 2 mesi dall’accordo, non ha ancora approvato il pagamento della indennità di Cassa Integrazione di cui dovrebbero beneficiare i 252 lavoratori. Di tutti politici che a vario titolo si presentarono sui cancelli durante la lotta, non ne abbiamo più notizie. Si sono come evaporizzati?- commenta ironicamente Calosi- Mah! Davanti a tutto ciò, la Fiom c’è e siamo lì assieme ai lavoratori, ma è necessario, a nostro giudizio, tornare velocemente a una mobilitazione.
Proponiamo, perciò come Fiom di Firenze a Fim e Uilm di svolgere un assemblea unitaria la prossima settimana di tutti i cassaintegrati Bekeart, in cui decidere assieme le forme di mobilitazione dei lavoratori che coinvolgano anche la cittadinanza, perché di fronte a un silenzio assordante si deve fare rumore per non farsi dimenticare. Dobbiamo continuare a lottare per il futuro delle 252 famiglie, del territorio e di tutta la comunità.”