Percorso ICTUS, la Regione promuove Arezzo e Montevarchi. Francesco Bellomo: “Qui un’eccellenza”

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La Regione Toscana ha promosso a pieni voti il percorso per pazienti colpiti da ictus ischemico presente negli ospedali di Arezzo e Montevarchi. Nei giorni scorsi, infatti, nei due presidi è stata effettuata una ricognizione da parte della commissione regionale ICTUS, per valutare lo stato dell’arte del percorso nei suoi vari step.
La “Rete regionale Ictus” è costituita dall’insieme dei servizi che assicurano le risposte specifiche a livello della rete dell’emergenza e delle strutture ospedaliere e territoriali.
La commissione “monitorante”, composta da Francesco Bellomo (responsabile regionale Rete Ictus), dai referenti per le tre Aree Vaste (Giovanni Linoli, Stefano Spolveri e Giovanni Orlando) e dal direttore della Stroke Unit delle Scotte (Giuseppe Martini), ha valutato tempi di intervento, modalità, strumentazione e tutto il percorso previsto dal protocollo. Si è trattato di una vera e propria “verifica sul campo” che ha confermato l’eccellenza della Rete diretta da Giovanni Linoli, sia per il numero di pazienti trattati, sia per i risultati ottenuti.
“Si tratta di realtà davvero positive e propositive e per noi è stato un momento di confronto importante – ha commentato Bellomo – Faccio i complimenti a tutti i professionisti incontrati perché le buone pratiche che ci hanno mostrato possono essere un esempio per altri ospedali. Si tratta di visite più costruttive che ispettive, che ci danno indicazioni importanti sui vari nodi della Rete”.
Nei due ospedali, San Donato e La Gruccia, la commissione ha incontrato: il direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza Massimo Mandò, Daniela Matarrese, la direttrice della Rete ospedaliera, il direttore del San Donato, Massimo Gialli, Giovanni Iannelli direttore del Pronto Soccorso di Arezzo e Simone Nocentini direttore del Pronto Soccorso Valdarno.
La Rete tempo-dipendente, disciplinata da un protocollo operativo condiviso da Asl e AOU Senese, eroga terapie innovative riservate ai casi di ictus ischemico. Si tratta della “fibrinolisi endovenosa” e della “trombectomia meccanica”, in grado di ridurre la mortalità e la disabilità residua, a patto che vengano eseguite entro una definita finestra temporale.
Sono quattro le strutture accreditate alla “fibrinolisi endovenosa” nell’Area Vasta Sud Est: il presidio ospedaliero di Arezzo, del Valdarno, di Grosseto e di Siena. Per la “trombectomia meccanica”, a cui sono candidati i pazienti affetti da ictus da occlusione di grosso vaso, invece, il riferimento unico per l’intera Area Vasta Sud Est è il Policlinico Le Scotte di Siena, in relazione alle sue dotazioni neuroradiologiche interventistiche.