San Giovanni. La Confcommercio incontra i candidati a sindaco. “Puntiamo sul turismo”

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Paolo Mantovani

I candidati a sindaco per il comune di San Giovanni incontrano il mondo del commercio. Tra i temi sul tappeto, il rilancio turistico della città, la creazione di un pacchetto di agevolazioni per sostenere l’apertura di attività commerciali e uffici nel centro storico, il miglioramento dell’accoglienza e del decoro urbano e la valorizzazione della concertazione come strumento di democrazia nel governo del territorio.
Ad organizzare gli incontri e a chiedere un faccia a faccia con chi punta a governare la città nei prossimi cinque anni la Confcommercio. I primi due appuntamenti in programma sono con Roberto Martini e Valentina Vadi. Poi sarà la volta di Francesco Carbini e del candidato dei 5 Stelle, che sarà ufficializzato in questi giorni.
“Vogliamo incontrarli per esporre le richieste della nostra categoria e ascoltare il loro programma elettorale sui temi che più ci stanno a cuore, dall’economia al rilancio della città. Insieme a me – ha detto il presidente della delegazione sangiovannese di Confcommercio Paolo Mantovani – ci saranno i membri del consiglio direttivo e i colleghi imprenditori che vorranno unirsi. Si tratta infatti di colloqui importanti per il futuro del terziario e della nostra città”.
Mantovani chiederà che l’associazione venga considerata un soggetto attivo e propositivo e tra i primi punti che saranno affrontati c’è quello del turismo. Il presidente di Confcommercio ha ribadito la necessità di trasformare il Valdarno in una vera destinazione turistica, organizzata per offrire a stranieri e italiani un’esperienza integrata e coinvolgente. “La creazione dell’Ambito Territoriale Turistico, che abbiamo fortemente voluto – ha aggiunto – , è una ottima premessa per arrivare a questo risultato. Che sarebbe invece impossibile da raggiungere senza il sostegno fattivo delle amministrazioni locali. Gli imprenditori ci mettono risorse economiche, energia e lavoro e noi li sosteniamo anche attraverso servizi finanziari e la formazione, ma sono le istituzioni pubbliche a dover creare un ambiente adatto, con infrastrutture adeguate a sostenere lo sviluppo. Altrimenti ogni sforzo sarà inutile”.
Mantovani ha preso come esempio i casi del Valdarno Fiorentino e del Chianti, dove gli investimenti privati sono ben più massicci rispetto a ciò che avviene nella parte aretina. Questo perchè, a detta della Confcommercio, chi vuole investire in un bar, in un ristorante o in una struttura ricettiva cerca le aree con il più alto flusso di persone. “Basti pensare che nel versante fiorentino del Valdarno esistono 14.000 posti letto, in quello aretino non arriviamo a 8.000. Nel comune di San Giovanni Valdarno, nello specifico, – ha sottolineato Mantovani – , non ci sono alberghi ma solo strutture extralberghiere, per un numero di posti letto difficilmente monitorabile e molto frazionato sul territorio. Non stupisce nessuno, quindi, che contiamo meno di duemila arrivi l’anno, contro gli oltre centomila registrati in tutta la vallata”.
Insomma, per la Confcommercio è evidente che si debba investire di più nell’immagine turistica, nell’organizzazione del territorio e nella sua promozione. “Solo allora – ha aggiunto il presidente della delegazione sangiovannese – si potrà puntare sul turismo per lo sviluppo dell’economia e dell’occupazione nella vallata. Chiederemo quindi a chi amministrerà San Giovanni Valdarno di preoccuparsi anche di questi aspetti”.
Fra i tanti progetti imprenditoriali che aprirebbero nuovi spiragli per il turismo sangiovannese, Confcommercio ne individua uno molto importante: il recupero come residenza d’epoca o b&b di lusso dello storico edificio della Ex Pretura in piazza Cavour, attualmente all’asta. “È solo un esempio di quanto si potrebbe fare per attirare turisti di un certo livello, innamorati della Toscana più vera e genuina, ma allo stesso tempo abituati ad un certo livello di servizi nell’accoglienza. Qui – ha concluso Paolo Mantovani – potrebbero trovare una rete distributiva d’eccellenza per il loro shopping e si innescherebbe un circolo virtuoso con ricadute positive per tutte le attività”.