Partito il servizio di automedica al Serristori di Figline. Il commento dei Cobas

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E’ partito lunedì 10 giugno il servizio di automedica al Serristori di Figline. Un servizio che secondo i Cobas “ha avuto finalmente un suo epilogo con il definitivo avvio del mezzo ( macchina infermiere e medico dell’azienda) avvenuto il 10 giugno, dopo l’esito del ballottaggio. Tutto ciò grazie solo alla straordinaria mobilitazione degli infermieri e medici del 118 contrari al progetto di riorganizzazione/privatizzazione del sistema di emergenza territoriale che ha avuto tra i suoi sostenitori (sconfitti) Dirigenti della Regione Toscana, dell’Azienda USL Toscana Centro e di Amministratori del PD. Una vicenda sconcertante- si legge nella nota del sindacato di base- dai contorni ancora oscuri, che voleva realizzare un business sull’emergenza territoriale, attaccandone la sua vocazione di servizio pubblico. Nonostante che sia partita l’automedica, collocata dentro il presidio ospedaliero del Serristori, l’azienda, impegnata solo in operazione di contenimento della spesa, ha pensato bene, di utilizzare gli operatori dell’emergenza territoriale, quale tappabuchi delle criticità presenti nelle dotazioni del personale medico del Pronto Soccorso di Figline, che da tempo è carente di specialisti, cercando di coinvolgere in questa operazione anche gli infermieri, che da anni offrono nelle varie postazioni del 118 sparse su tutto il territorio della provincia risposte altamente qualificate, positive e sicure nell’ambito dell’emergenza territoriale.” I Cobas parlano di “tentativo maldestro compiuto dall’Azienda, spacciato come innovativo, di riempire le croniche carenze organiche nell’area critica del presidio ospedaliero a costo zero, senza alcun confronto con la RSU e le OO.SS. mediche, che, utilizzando alla bisogna il personale medico e infermieristico del 118, ha creato non poche tensioni professionali legate alla sicurezza di chi deve dedicarsi esclusivamente con attenzione all’attività territoriale emergenziale. Come delegati RSU COBAS P.I. abbiamo sempre sostenuto l’importanza del sistema pubblico dell’emergenza territoriale 118, non abbiamo mai approvato nessuna esternalizzazione, contrastando ogni tentativo di indebolire la capacità di offerta di servizi da parte del sistema sanitario pubblico. Ricordiamo che l’Ospedale Serristori, le attività diagnostiche e analitico strumentali e quelle specialistiche sono già da tempo preda di istituti privati convenzionati di ogni sorta.” Andrea Calò Lorenzo Sgherri e Domenico Mangiola concludono affermando di essere in attesa che la Direzione Generale convochi, come richiesto dalla RSU, il tavolo tecnico dedicato al sistema 118 “anche se sappiamo- affermano i Cobas- che la battaglia contro la privatizzazione non è del tutto vinta, occorre non abbassare la guardia.”