L’attività mineraria in Toscana: il caso Santa Barbara. Esperti a confronto a Cavriglia

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“L’attività mineraria in Toscana: il caso di Santa Barbara a Cavriglia”. Esperti a confronto nei giorni scorsi nella sede Enel di Santa Barbara per un convegno promosso dalla SIGEA (Società Italia di Geologia Ambientale) e dal geologo Francesco Stragapede, con la collaborazione dell’ente elettrico che ha supportato l’iniziativa con contributi sull’area mineraria e la visita tecnica alle ex miniere.
Durante l’appuntamento si è approfondita la storia del Valdarno legata alle escavazioni: “L’attività mineraria nel Valdarno – ha ricordato Francesco Stragapede – ebbe inizio intorno al 1860 per l’esigenza energetica della “Ferriera”, azienda siderurgica di San Giovanni Valdarno, ed è proseguita sino al 1994 rappresentando una delle più straordinarie storie industriali del nostro Paese”.
L’approccio multidisciplinare dei lavori ha consentito di approfondire i temi sulla geologia della valle, nel contesto strutturale dei Monti del Chianti, sulla rilevanza paleontologica dei territori oggetto di coltivazione e sull’incidenza delle escavazioni nella costruzione dell’attuale paesaggio. Numerosi e qualificati i relatori ed è stata l’ingegnere Chiara Geroldi del Politecnico di Milano ad illustrare Futur-E, il progetto di Enel per riqualificare e restituire alle comunità locali con programmi innovativi e sostenibili 23 siti a fonti fossili non più utilizzati e l’ex bacino lignitifero di Santa Barbara.  

“Le note tecniche presentate dai coordinatori di presidio della ex area mineraria – ha concluso Stragapede – e le testimonianze fotografiche, che permettono di promuovere sul territorio la memoria e le radici storiche e culturali di questi luoghi, hanno consegnato ai partecipanti dettagli sul valore della risorsa mineraria coltivata a Cavriglia con particolare riferimento all’impatto sociale, economico e culturale che tale attività ha avuto su questa parte di Toscana”.