Agricoltura sociale. A Montevarchi la storia della fattoria “La Corbetina”

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A Montevarchi un esempio di agricoltura sociale. E’ l’impresa agricola “La Corbetina”, accreditata a Campagna Amica, creata da Camilla Ferrario che nel 2016, dopo aver svolto per anni la professione di educatrice, ha deciso di coltivare le proprie passioni creando insieme al marito la fattoria specializzata nelle produzioni di ortaggi e olivicola.
“L’idea di unire l’agricoltura al sociale – ha spiegato – è sempre stata una mia priorità. Pensare di far vivere l’esperienza all’aria aperta alle persone più svantaggiate, aprendo le porte del “nostro mondo” e rendendolo accessibile anche ai disabili, è il miglior modo di portare avanti il nostro lavoro”.
Il primo progetto lanciato è stato “Merenda in fattoria”, in collaborazione con una casa di riposo della vallata: “Sono venuti a trovarci alcuni anziani della Rsa che ci hanno raccontato le loro esperienze di vita vissuta, spesso nei campi come contadini, e si sono impegnati in attività manuali e nel contatto con gli asini della fattoria. Al momento stiamo collaborando con una Cooperativa sociale valdarnese e un gruppo di ragazzi disabili viene in azienda con cadenza settimanale, dà da mangiare agli animali, realizza cartelloni”.
Per il futuro è in programma la realizzazione di una serra per gli ortaggi priva di barriere architettoniche e ancora l’accoglienza dei “nonni” e dei diversamente abili, questi ultimi da impiegare anche in tirocini o inserimenti lavorativi. “Siamo soddisfatti della scelta fatta – ha concluso Camilla – e l’idea è di sviluppare ancora simili progettualità fino a costruire una fattoria didattica e implementare l’ospitalità”.
L’agriwelfare made in Valdarno si inserisce in un contesto nazionale in crescita e basato sull’innesto di percorsi di riabilitazione e di reinserimento sociale nelle pratiche agricole tradizionali come la coltivazione, l’allevamento e l’agriturismo. Senza dimenticare la vendita diretta e online, i gruppi di acquisto, i mercati contadini e rionali e la ristorazione.
“E’ un comparto che abbiamo fortemente sostenuto – ha affermato il direttore di Coldiretti Arezzo Raffaello Betti – per avvicinare le imprese agricole ai cittadini e conciliare lo sviluppo economico con la sostenibilità ambientale e sociale. Il riconoscimento che nei prodotti e nei servizi offerti dall’agricoltura non c’è solo il loro valore intrinseco, ma pure il bene comune della collettività e la valorizzazione di ambiente, salute e persona”.