Saldi estivi. Paolo Mantovani di Confcommercio: “6 cittadini su 10 pronti ad acquistare”

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I saldi estivi 2019, che inizieranno sabato prossimo, 6 luglio, per finire dopo sessanta giorni, si apriranno all’insegna di ottime occasioni per i consumatori. Un po’ meno per i negozianti, che arrivano all’appuntamento con il fiato corto, dopo mesi di consumi al rallenty dovute al maltempo ma non solo. “Il mercato interno è depresso, privo di stimoli – ha commentato il presidente provinciale di Federmoda Confcommercio Arezzo Paolo Mantovani -. “Se a questo sommiamo il fattore climatico, con la primavera rigidissima, si spiega il calo delle vendite di quest’anno. Eppure chi acquista lo fa in cerca di allegria: funzionano le collezioni più divertenti, le fantasie e colori vivaci, gli abbinamenti innovativi. Insomma, la moda è usata per ritrovare buonumore e stare meglio”.
Secondo l’indagine dell’Ufficio studi di Confcommercio, saranno circa sei su dieci le famiglie toscane che acquisteranno articoli in saldo, spendendo ciascuna 230 euro (97 euro a testa). Più o meno la stessa cifra dello scorso anno, quando erano state 225.
“Il volume di affari complessivo dei saldi in provincia di Arezzo è calcolato intorno ai 20 milioni e 300 mila euro. Ma credo – ha spiegato Paolo Mantovani – che gli aretini spenderanno qualcosa in più a testa, rispetto alla media regionale. La nostra provincia ha un tasso di istruzione sulla moda piuttosto alto, c’è attenzione al look, ci sono tanti punti vendita. Poi la gente ha comprato meno nei mesi scorsi, ora ha più risorse da dedicare ai saldi”.
I saldi estivi da soli incidono per il 12% sul fatturato annuo dei negozi della moda, che in provincia di Arezzo sono circa 700 punti vendita nei settori calzature, pelletteria, abbigliamento, accessori, articoli sportivi, intimo e altre tipologie.
I capi che andranno di più saranno quelli all’insegna della praticità e della comodità: sneakers, pantaloni leggeri, maglie, vestiti da portare di giorno come di sera.
In merito al calendario dei saldi estivi ed invernali, Federmoda a livello nazionale sta cercando di trovare una soluzione per riportarlo in una collocazione temporale più adatta.