Trasferimenti statali ai comuni nati da fusione. Sos dell’Anci al Governo: “Stanziate i soldi”

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Nella giornata di ieri, presso la sede nazionale dell’Anci, si è svolta una riunione cui hanno preso parte numerosi rappresentanti di Comuni nati da fusione, tra cui Figline e Incisa. Un incontro indetto per manifestare una protesta istituzionale molto forte per il taglio dei trasferimenti e degli incentivi a loro destinati. L’incontro è successivo al sit-in di protesta tenutosi ieri, sempre a Roma, al quale ha partecipato il vicesindaco Daniele Raspini.
“Chiediamo con forza al Governo e al Parlamento di stanziare i 31 milioni che mancano all’appello per garantire nel 2019 i contributi necessari ai Comuni che hanno scelto negli anni la via delle fusioni, così come previsto dalla legge in vigore – ha detto Mauro Guerra, sindaco di Tremezzina e presidente della commissione Finanza locale dell’Anci -. Il Governo ci accordi un incontro urgente, mentre il Parlamento segua con attenzione il problema per trovare una soluzione immediata nel più breve tempo possibile”.
E’ stato ricordato che esiste un patto repubblicano tra lo Stato e i Comuni per il quale i Comuni hanno diritto per dieci anni al 60% dei trasferimenti che ricevevano nel 2010. “A metà dell’esercizio finanziario 2019 – ha detto l’Anci – non sono sostenibili tagli che arrivano fino al 58% sui contributi e sugli incentivi alle fusioni. In questo modo si finisce per scardinare i bilanci, anche quelli spesso costruiti da commissari prefettizi che hanno preso la gestione degli enti dopo l’approvazione delle leggi istitutive delle fusioni”.