Settimana Nazionale della Dislessia. Il Centro Dida di Montevarchi ci parla dei disturbi dell’apprendimento

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In occasione della 4° Settimana Nazionale della Dislessia, 8-11 ottobre abbiamo deciso di sensibilizzare e approfondire la conoscenza sulla Dislessia e sugli altri Disturbi Specifici dell’Apprendimento e affrontare le difficoltà scolastiche in genere che rendono difficile la vita degli studenti.
Di tutto questo ne abbiamo parlato con le professioniste del Centro DIDA di Montevarchi, centro specializzato nell’ambito dei Disturbi e delle Difficoltà di Apprendimento che da anni lavora nel territorio del Valdarno avvalendosi di personale competente e formato. Il Centro DIDA offre servizi diversi che vanno dal sostegno nei compiti scolastici alla diagnosi, dal trattamento dei Disturbi dell’Apprendimento e del Neurosviluppoal sostegno psicologico e alla formazione.

La Dislessia è una malattia dalla quale si può guarire?
“E’ falso. Innanzitutto la Dislessia non è una malattia e non esistono medicine che permettono di guarire. La Dislessia fa parte di quelli che vengono chiamati Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Sono disturbi del neurosviluppo, che si presentano durante gli anni della formazione scolastica, caratterizzati da difficoltà nell’apprendere le abilità scolastiche di base: lettura, scrittura e calcolo. Sono disturbi di origine neurobiologica perciò, anche se la loro espressione è mediata da fattori ambientali, chi ha un DSA lo avrà per tutta la vita”.

Esiste solo la Dislessia?
“E’ Falso. I DSA sono 4 e sono: Dislessia, Disortografia, Disgrafia e Discalculia. Si possono manifestare singolarmente o in comorbilità, cioè possono comparire insieme nello stesso bambino.
La Dislessia è una difficoltà che riguarda la capacità di leggere in modo corretto e fluente. Il bambino dislessico non leggein maniera automatica e perciò si stanca rapidamente e commette errori. Può manifestarsi anche una difficoltà di comprensione del testo scritto.
La Discalculia è un disturbo specifico del sistema dei numeri e del calcolo. Il bambino presenta difficoltà nell’apprendere e memorizzare i fatti aritmetici e nell’eseguire le procedure di calcolo.
La Disortografia è un disturbo specifico della correttezza nella scrittura. Il bambino scambia suoni simili, omette o aggiunge lettere, sillabe o parti di parole e compie errori ortografici.
La Disgrafia è un disturbo specifico della scrittura di natura grafo-motoria e si manifesta con difficoltà a riprodurre graficamente i segni alfabetici e numerici.
Comuni a tutti e quattro i disturbi possono essere le seguenti difficoltà:
– memorizzazione e recupero di sequenze come tabelline, lettere dell’alfabeto, ecc;
-orientamento nello spazio e nel tempo come riconoscimento della destra e della sinistra, lettura dell’orologio, ecc.;
– organizzazione delle proprie attività e del proprio materiale;
-difficoltà in alcune abilità motorie fini come allacciarsi le scarpe o i bottoni”

Alcuni genitori dicono: mio figlio è dislessico quindi non ha nessuna speranza di riuscire a scuola
“E’Falso. Il cervello di ogni essere umano ha una caratteristica fondamentale che è la plasticità, ha cioè la capacità di cambiare in continuazione e per tutta la vita, in base alle esperienze che vive. Questo vuol dire che il bambino con Disturbo Specifico di Apprendimento, può raggiungere gli stessi risultati dei bambini normotipici, soprattutto attraverso altri percorsi e attraverso l’utilizzo di altre strategie di insegnamento e apprendimento”.

C’è un altro aspetto che emerge. Il bambino non è vero che è dislessico, è solo svogliato!
“Purtroppo esiste ancora la convinzione che i bambini con DSA siano, pigri, svogliati, che non vogliano impegnarsi e che manchino di interesse verso le attività scolastiche. In realtà questo è molto frequente, ma di solito è conseguenza delle situazioni negative che essi vivono ogni giorno. Proviamo a metterci nei panni di un bambino con DSA: il bambino deve leggere un brano del libro di lettura, ma per farlo ci mette un tempo infinito: inizia a leggere, ma deve impiegare tutta la sua concentrazione per decifrare il suono delle parole, a volte è così concentrato che gli bruciano gli occhi o gli comincia a far male la testa, e quando arriva alla fine della prima frase deve rileggerla ancora perché era troppo concentrato sulle parole e non ha capito il significato, tutto questo mentre i suoi compagni di classe hanno già finito e già si preparano per l’intervallo e l’insegnante lo esorta a sbrigarsi, o, se è a casa, la mamma gli dice che se non finisce in fretta non lo porterà alla lezione di calcio. E tutti gli ripetono continuamente che è svogliato! Una situazione di questo tipo provoca un forte stress, e di solito sono queste situazioni che portano il bambino a sviluppare insofferenza e rifiuto per la scuola”.

I dislessici non sono intelligenti. E’ un altro luogo comune?
“Si. E’ totalmente falso. I Disturbi Specifici dell’Apprendimento non hanno niente a che vedere con le abilità cognitive. Sono alterazioni funzionali di determinati gruppi di neuroni coinvolti nell’apprendimento di abilità specifiche, quindi il QI, quoziente intellettivo, non è compromesso ed è nella norma, anzi, spesso è addirittura superiore. Uno dei criteri per fare diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento è infatti che il bambino non abbia un deficit cognitivo”.

Si ringraziano:

Dott.ssa Valentina Cristofani
Dott.ssa Maria Novella Rodi
Dott.ssa Serena Nannini

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