De Robertis, Tartaro e Chienni: “Tempi maturi per la classificazione della Gruccia come ospedale di primo livello”

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“Con l’approvazione del piano sanitario è indispensabile procedere alla qualificazione di presidio di primo livello per l’ospedale di Montevarchi. Il nuovo quadro programmatico che la Regione si è data per il triennio non può prescindere dal riconoscimento della Gruccia come ospedale di riferimento per più zone, vista la sua particolare collocazione e i bacini demografici di riferimento”. La richiesta arriva dai consiglieri regionali del Pd Lucia De Robertis e Simone Tartaro e dal presidente della Conferenza dei Sindaci del Valdarno Sergio Chienni che ricordano “come proprio una mozione approvata dal Consiglio regionale nel 2018 demandasse alla nuova programmazione sanitaria regionale il compito di qualificare l’ospedale”.
“Ora i tempi sono davvero maturi – aggiungono i due esponenti Dem – grazie anche al lavoro svolto dalla conferenza sociosanitaria di zona e dal suo presidente Chienni, operativo nel sostenere questo percorso presso direzione aziendale e assessorato”.
“Da tempo stiamo lavorando – prosegue Chienni – e anche di recente insieme al Direttore Generale dell’USL Toscana Sud Est abbiamo scritto all’Assessore Regionale rappresentando un quadro approfondito che ad avviso di tutti i Sindaci del Valdarno e del Direttore stesso attesta la possibilità concreta che l’ospedale sia classificato di primo livello. Infatti, se da un lato è vero che la Gruccia non ha nei confini provinciali un bacino di abitanti sufficiente a soddisfare i requisiti, dall’altro è pur vero che grazie alla mobilità di utenti che provengono da altre zone l’ospedale diviene punto di riferimento per un contesto più vasto”.
“In questi due anni – aggiungono De Robertis e Tartaro – abbiamo mantenuto una costante interlocuzione con il territorio e con l’Assessorato per costruire un percorso idoneo che rendesse possibile, nel quadro normativo statale dato, procedere alla riclassificazione dell’ospedale valdarnese. Un percorso che fosse realistico, ben sapendo che i soli auspici, magari a mezzo stampa, non potevano produrre alcun risultato. Quanto fatto dalla direzione aziendale, dall’atteggiamento responsabile di molti sindaci, dal confronto assiduo in Regione fra consiglieri e assessore ha creato le condizioni perché ora si proceda a riconoscere quello di Montevarchi come presidio di primo livello, consentendone il conseguente potenziamento per rispondere alle esigenze della particolare utenza che esso attrae”.