“Disturbi Specifici di Apprendimento in ambito scolastico”. Ne parliamo con il Centro “DIDA” di Montevarchi

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La Dott.ssa Serena Nannini e la Dott.ssa Margherita Bucci del Centro DIDA

APPRENDIMENTO EFFICACE

Continua la nostra inchiesta sui Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) e sulle difficoltà scolastiche. In questa occasione ci occupiamo della legge 170/2010 “Nuove norme in materia di Disturbi Specifici di Apprendimento in ambito scolastico”. Ne parliamo con le professioniste del Centro DIDA di Montevarchi, la Dott.ssa Serena Nannini e la Dott.ssa Margherita Bucci.

Questa legge del 2010 e le successive “Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA” sono di fondamentale importanza perché riconoscono “la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali Disturbi Specifici di Apprendimento”.

Quali sono le finalità di questa legge?

“La legge è stata creata con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo delle potenzialità di ogni ragazzo, tutelando gli alunni e gli studenti che presentano un Disturbo Specifico di Apprendimento e assicurando loro, di conseguenza, il diritto all’istruzione.
Inoltre promuove l’utilizzo di misure didattiche adeguate che permettano agli studenti di esprimere le proprie potenzialità e ridurre le difficoltà dovute appunto al disturbo”.

Il riferimento in questo caso è all’art. 5 della legge 170/2010?

“Si, l’articolo 5 dal titolo “Misure educative e didattiche di supporto” indica la necessità di garantire una didattica individualizzata e personalizzata agli alunni e agli studenti, e di adottare misure compensative e dispensative di flessibilità didattica, necessarie e efficaci a favorire il successo scolastico”.

Quindi non esiste una didattica che vada bene per tutti?

“No, una didattica che sia efficace deve tenere conto di tante cose, le tre fondamentali sono: la gravità del DSA, la presenza di uno o più DSA in comorbidità, la diversità di ogni studente che è determinata da vari fattori come il livello cognitivo, l’autostima, la consapevolezza delle difficoltà e le risorse presenti in ognuno.
L’art. 5 infatti parla di una didattica individualizzata e personalizzata che tenga conto delle caratteristiche peculiari di ogni studente e nel punto 3 delle “Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento” sono presentate una serie di proposte che possono essere utilizzate per permettere agli studenti di esprimere al meglio le loro potenzialità”.

Ci può fare qualche esempio di misure compensative e dispensative di flessibilità didattica?

“Certo, ma prima di tutto è bene capire cosa sono e il Miur ci aiuta in questo https://www.miur.gov.it/dsa .  Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici e facilitano il compito dal punto di vista cognitivo. È come se ad un miope chiedessero di leggere a due metri di distanza senza occhiali. Le misure dispensative sono invece interventi che consentono all’alunno o allo studente di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento. Ad esempio, se un bambino ha difficoltà nella lettura, può essere dispensato dal leggere brani troppo lunghi, perché questo, a causa del suo disturbo, non migliorerebbe la sua prestazione nella lettura.
La calcolatrice può essere una misura compensativa. Può essere usata in tutti gli ordini di scuola, ma si tende a suggerirla dalla scuola secondaria di primo grado. Alla primaria sono utili strumenti analogici (regoli, dita, linee dei numeri, tavole pitagoriche…) che permettano al bambino di potenziare le abilità di calcolo”.Una misura dispensativa può essere il non obbligare un alunno con DSA a leggere ad alta voce di fronte alla classe se non espressamente richiesto dall’alunno stesso. Questi sono gli esempi più classici, ai quali potremmo aggiungere mappe concettuali, interrogazioni programmate, riduzione del carico di compiti, tempi più lunghi per le verifiche, quaderni delle regole, e tutti gli strumenti tecnologici come sintesi vocali, programmi di videoscrittura, libri digitali ed audiolibri. Tutti questi ed altri sono solo proposte, come dicevamo prima, è come se fossero tanti pezzi di stoffa che vanno scelti per cucire un abito intorno allo studente con DSA che si adatti perfettamente alle sue caratteristiche e gli permetta di raggiungere il successo formativo”.

Oltre all’art 5 quali sono gli altri aspetti fondamentali della legge 170/2010 e delle successive linee guida?

“Entrambe ci ricordano che c’è bisogno di: un’identificazione precoce del disturbo seguita da un eventuale potenziamento. Infatti se ci rendiamo conto, attraverso osservazioni o test di screening, che ci sono delle problematiche già in tenera età, possiamo intervenire precocemente e, appunto, potenziare le abilità nelle quali lo studente ha difficoltà; un PDP, Piano Didattico Personalizzato, redatto dalla scuola, che indica a tutte le figure coinvolte nel percorso educativo e didattico gli strumenti necessari e le strategie per favorire l’apprendimento dello studente con DSA”.

Dott.ssa Serena Nannini
Dott.ssa Margherita Bucci
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