In Valdarno la ripresa economica tarda ad arrivare. Secondo la Cgil nell’ultimo anno si sono persi oltre 500 posti di lavoro

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La ripresa economica è ancora una speranza ma non una realtà. Almeno in Valdarno secondo quanto riporta la Cgil territoriale. Tra il 2014 e il primo semestre del 2015, gli occupati sono scesi da 28.701 a 28.163 con un saldo negativo di 538 posti di lavoro pari ad una perdita dell’1,8%. “Possiamo parlare, visti i numeri, di sostanziale stabilità- afferma il responsabile di zona Cgil Andrea Ghiandelli- ma anche il differenziale tra imprese attivate e cessate è negativo: dal 2013 al giugno di quest’anno sono state aperte 661 ditte individuali a fronte di 751 cessazioni, mentre sempre nello stesso periodo sono state aperte 1.356 aziende e ne sono state chiuse 1.445”.

Viene evidenziata l’articolazione dei vari settori: “s’intravede qualche piccolo segnale di ripresa nell’industria metalmeccanica ma siamo ancora ben lontani dall’auspicato consolidamento. Altro spiraglio è nel settore agroalimentare e della panificazione artigianale, mentre il comparto manufatturiero del tessile e dell’abbigliamento, per anni locomotiva economica del Valdarno, stenta a ripartire, come del resto il settore edile che da anni è praticamente bloccato”.
Insomma, stando ai numeri della Cgil, la crisi da queste parti continua a mordere ancora in maniera piuttosto incisiva.