martedì, Febbraio 7, 2023

In aumento la dipendenza da gioco. Al Sert di Montevarchi in cura 130 persone. In Valdarno in sei mesi spesi 19 milioni di euro

Sono numeri incredibili quelli forniti dai Monopoli di Stato sui soldi spesi dai valdarnesi per il gioco nei primi sei mesi del 2015: slot, lotto e gratta e vinci hanno portato in cassa 19 milioni di euro, il fatturato di una media azienda. I dati si riferiscono all’intera vallata, anche a quella fiorentina, ma se facciamo un calcolo percentuale in base anche al numero degli abitanti, possiamo indicare in almeno 12 milioni di euro il denaro speso da chi abita nella parte aretina del Valdarno. Solo a Montevarchi sono stati “investiti”, in sei mesi, 4.500.000 di euro, cui va aggiunto il denaro finito nelle varie sale da gioco, di cui non ci sono cifre di bilancio ufficiali. Alla fine dell’anno, se verrà mantenuta questa media, si arriverà a quasi 40 milioni di euro. Tutti soldi spesi per tentare la fortuna. Una quantità di denaro enorme che non può non portare a riflessioni approfondite, legate anche ad un problema, quello della ludopatia, che ovviamente non riguarda la totalità dei giocatori, ma una parte di essi, sicuramente, si. “Questa del gioco d’azzardo è una vera emergenza – ha detto l’assessore al sociale del comune di Montevarchi Giovanni Rossi, in prima linea in questa battaglia -. E’ un problema, tra l’altro, sottovalutato e sempre più famiglie rischiano di finire sul lastrico”. Cosa fare? Intanto, come ha ricordato Rossi, c’è una legge regionale in maniera, che è stata approvata, ma non è ancora in vigore, in quanto mancano i decreti attuativi. Tra le misure previste, il divieto di aprire sale da gioco a una distanza inferiore a 500 metri dalle scuole, dai luoghi di culto e dai centri di aggregazione sociale, il divieto di promozione, l’introduzione dell’aumento dell’Irap per gli esercizi che hanno le slot machine e una serie di incentivi per coloro che decidono di rimuovere le macchinette. Quest’ultima agevolazione, tra l’altro, era stata introdotta anche a Montevarchi su input del consiglio comunale. “Ma i risultati non sono stati quelli che ci aspettavamo – ha sottolineato Giovanni Rossi -. La verità è che bisogna rendersi conto che questo è un problema serio che va affrontato prima di tutto dal punto di vista culturale. Tra l’altro – ha aggiunto – i dati in nostro possesso non prendono in esame Vlt e Bingo”. La ludopatia, che non riguarda ovviamente tutti i giocatori, ma solo una parte di essi, è una vera e propria dipendenza da gioco e ha fatto mettere in moto anche il Sert. A Montevarchi il servizio per le tossicodipendenze ad oggi ha in cura 130 persone, di cui 101 maschi dai 18 anni in su e 29 femmine over 30. In base a dati recenti forniti da Sistema Gioco Italia, la federazione aderente a Confindustria, in tutta Italia sono 800.000 i giocatori a rischio dipendenza.

Marco Corsi
Marco Corsi
Direttore Responsabile