martedì, Febbraio 7, 2023

Il sindaco Viligiardi ripercorre il 2015. “Abbiamo dato il via ad opere importanti. Unione conclusa? Era inevitabile”

Un anno complicato, sia per gli strascichi della crisi, non ancora conclusa, sia per i sempre minori trasferimenti statali, con i comuni che devono fare i salti mortali governare i territori. Ma il bilancio è tutto sommato positivo. Il sindaco di San Giovanni Valdarno Maurizio Viligiardi, a meno di una settimana dalla fine del 2015, ha analizzato il lavoro svolto in questi dodici mesi, assai complicati per la città di Masaccio, che alle difficoltà derivanti dagli esigui contributi monetari da Roma, somma quelle economico-finanziarie del governo locale, che sono però di lunga data. “ Debbo dire che in questo primo anno e mezzo di legislatura siamo comunque riusciti ad incardinare alcuni interventi molto importanti – ha detto Viligiardi – . Intanto abbiamo dato il via a due opere strategiche, come il nuovo teatro Bucci e la nuova biblioteca, che sorgerà nell’ex Casa del Fascio. Poi c’è stata una svolta nella manutenzione della città, con lavori importanti sul fronte scolastico e sulle strade. Tra l’altro stiamo ultimando un report sulle attività manutentive del 2015”. Il sindaco ha poi affrontato il tema della sanità, ricordando che quest’anno è iniziato un percorso che potrebbe portare all’accorpamento dei due distretti del Valdarno Aretino e Fiorentino. “ E’ una prospettiva concreta che è supportata dal fatto che la Regione ha approvato una legge che indica un ridisegno dei territori sul quale stiamo lavorando”, ha sottolineato Viligiardi, che è anche presidente della Conferenza dei Sindaci. Sul fronte sociale le difficoltà sono notevoli, anche perché si sta allargando pericolosamente la fascia del disagio. “Abbiamo lavorato ad una convenzione con la Asl e con gli altri comuni della vallata che ci consentirà di mettere in gestione associata gli interventi nei confronti della popolazione anziana e del mondo della disabilità”, ha aggiunto il sindaco, che ha poi affrontato un altro tema spinoso, quella della fine dell’Unione dei Comuni con Cavriglia. Il 2015, infatti, ha segnato la conclusione di un’esperienza che era iniziata con molti entusiasmi nel 2013 e che è poi naufragata. “ E’ stata una scelta inevitabile – ha detto il primo cittadino di San Giovanni – perché sono venute meno le condizioni per mantenere in piedi l’organismo. Abbiamo fatto bene ad accelerarne la chiusura per non lasciare strascichi. Il rapporto con Cavriglia rimane comunque storico anche perché sono due territori complementari”.