28 Gennaio 2021 - 12:22

Natale. L’occasione per riscoprire i tabernacoli, testimonianze del culto popolare e del sentimento religioso

In questi giorni di festa molti ne approfittano per organizzare sane passeggiate all’aria aperta, magari in collina, per sfuggire alla nebbia del fondovalle o in molti casi per smaltire i postumi delle abbondanti libagioni. Si presenta quindi una ghiotta occasione per scoprire vere e proprie testimonianze del culto popolare e del sentimento religioso, i tabernacoli. Solo a Montevarchi ce ne sono più di cento, disseminati sia nel capoluogo che nelle frazioni. Ancora oggi i “Madonnini” sono oggetto di devozione popolare, I fedeli vi depongono fiori e lumi e nel mese di maggio molti si riuniscono davanti alle immagini di Maria e dei Santi per recitare il rosario, alimentando così un’antica tradizione. Nel comune di Montevarchi sono 130 i tabernacoli e la maggior parte delle immagini sacre sono targhe in maiolica della manifattura Ginori. Ecco una galleria di immagini, composta grazie alla collaborazione del Cai, con la descrizione specifica per ogni singolo madonnino.

MADONNA DELL’UCCELLINO

Il tabernacolo con la “Madonna dell’Uccellino” si trova a due passi dal’ovale del centro storico di Montevarchi, in piazza Garibaldi. L’edicola in pietra, come ricorda nel suo libro Federica Tiripelli, presenta una base sorretta da due mensole a voluta e una cornice che termina con una croce in pietra. Il tabernacolo è protetto da una grata in ferro e la nicchia ospita un rilievo della Madonna col Bambino. Maria ha i capelli raccolti e indossa un vestito semplice che forma una serie di pieghe. Tiene tra le braccia un Bambino il cui sguardo è rivolto verso un uccellino appoggiato sul dorso della sua mano. Le teste sono incorniciate dai fiori. L’edicola risale probabilmente al 1776, in quanto è ricordata nei documenti settecenteschi dell’Archivio Preunitario del comune di Montevarchi. Alcuni caratteri formali della struttura possono essere datati prima del XVIII° secolo. Il rilievo, invece, è quasi certamente un manufatto del secolo scorso, realizzato rispettando l’iconografia dell’immagine ospitata nella nicchia in origine.

MADONNA DEL ROSARIO

Il tabernacolo con la “Madonna del Rosario” si trova in via Stelo, a due passi dalla stazione ferroviaria e dal cimitero comunale. Rappresenta un rilievo in maiolica della Manifattura Ginori. Si tratta, probabilmente, di un policromo del XVIX° secolo, con una nicchia a forma di arco centinata in parete. La Madonna è raffigurata su una nuvoletta con accanto gli angioletti. Ha il mantello blu e un vestito giallo a fiori. Ricordiamo che i tabernacoli hanno un’origine classico-pagana, in quanto derivano dalle aediculae e dai sacella compitalia, piccole costruzioni in cui erano conservate e venerate, ai tempi dei Romani, le immagini dei lares, numi protettori della casa e del focolare domestico. Quest’antica tradizione continuò poi a svilupparsi nel Medioevo, in particolare nell’ambito delle numerose confraternite e compagnie sorte in ogni parrocchia nei secoli XIV e XV. L’origine della Madonna del Rosario è attribuita all’apparizione di Maria a San Domenico nel lontano 1208 a Prouille, nel primo convento da lui fondato. La Festa in suo onore viene celebrata dalla chiesa cattolica il 7 ottobre di ogni anno.

MADONNA COL BAMBINO

Il tabernacolo con la “Madonna col Bambino” si trova nel cuore di Montevarchi. Come ricorda Federica Tiripelli, della Cooperativa Itinera Certa, che ha scritto una pubblicazione sul circuito dei Madonnini, è collocata infatti nel cuore della città, nel costolone della volta a botte della Porta del Cancelliere, in via Isidoro del Lungo. La cinta muraria fu edificata bel XIII° secolo e ricostruita nella prima metà del XIV° secolo per proteggere gli avamposti territoriali dagli assalti di Lodovico il Bavaro, quando Montevarchi passò sotto il dominio fiorentino. La pittura rappresenta la Madonna col Bambino e come scrive nella sua pubblicazione la Tiripelli il cattivo stato di conservazione non consentono una facile lettura. Comunque stilisticamente l’opera dovrebbe risalire alla prima metà del XV° secolo. L’immagine era protetta da uno sportello con vetro di cui però attualmente rimangono solo le cerniere nel muro. Negli anni ’90 il Palazzo della Cancelleria, che ospita il tabernacolo, fu restaurato, ma l’immagine sacra non è stata oggetto di nessun intervento.

IMMACOLATA CONCEZIONE

Il tabernacolo in pietra con “L’Immacolata Concezione” è ubicato in via del Solatio a Moncioni. E’ costituito da una base a pianta rettangolare su ci poggia una lastra centinata delimitata da semipilastri scanalati che terminano con alcuni capitelli sorreggenti un arco a tutto sesto segnato da modanature. Come indica nella pubblicazione Federica Tiripelli l’immagine, dal fondo bianco, rappresenta la tradizionale iconografia dell’Immacolata Concezione. La Madonna indossa un vestito giallo con piccoli decori policromi e un manto blu ed è rappresentata con le braccia incrociate sulla mezzaluna. Mezzaluna che fuoriesce da una nube azzurra chiara mentre calpesta un serpente. Attorno alla testa, otto stelline a rilievo disposte radialmente. Gli abitanti di Moncioni sono, da sempre, molto legati a questo tabernacolo che potrebbe risalire al sei, settecento. In effetti alcuni particolari formali, come i semipilastri scanalati risalgono, probabilmente, al XVII° secolo. Lo stato di conservazione della struttura non è per niente ottimale. Il tabernacolo presenta numerose sfaldature della pietra e la statua della Madonna evidenti cadute di smalto.

MADONNA – SANT’ANTONIO ABATE – ASCENSIONE

Il tabernacolo con la “Madonna, Sant’Antonio Abate e Ascensione” si trova lungo il bivio per la Chiesa di San Marco, sulla strada che conduce a Moncioni. Raffigura la Madonna, con una statuetta in ceramica dal buono stato di conservazione, Sant’Antonio Abate, un rilievo in maiolica policroma della manifattura fiorentina e l’Ascensione, altro rilievo in maiolica. Il madonnino è stato edificato sicuramente prima del 1776 in quanto è citato nel “Campione delle Strade Comunali e Vicinali” redatto in quell’anno. La struttura, in muratura, a pianta rettangolare, ha il tetto ricoperto da tegole ed è sormontato da una croce metallica. Presenta una nicchia centinata con cornice e mensola. Il restauro e la collocazione della statuetta della Madonna risale a tempi recenti. Sant’Antonio Abate, protettore degli animali domestici, indossa una veste gialla e un saio marrone e si può identificare grazie a tre dei suoi tradizionali attributi iconografici: il Tau, il libro e il porcellino. Nella targa, di forma ovale, Gesù, con un vestito color giallo arancio e un mantello grigio-azzurro, circondato da quattro cherubini, sale in cielo.