lunedì, Gennaio 30, 2023

Personaggi dell’anno. Massimo Mandò e la sua battaglia per la vita. E’ anche grazie a lui se si muore di meno per arresto cardiaco

Merita di salire sul podio anche quest’anno Massimo Mandò, a capo del dipartimento emergenza urgenza della Asl 8 ed ex direttore della centrale operativa del 118. La sua battaglia per la vita, che porta avanti insieme a tanti volontari e ad una moltitudine di operatori sanitari, ha consentito alla provincia di Arezzo e in particolare al Valdarno di essere all’avanguardia, in Italia per la presenza e l’utilizzo dei defibrillatori. Una battaglia che Massimo Mandò, valdarnese di Piandiscò, ha iniziato alcuni anni fa, grazie ad una grande campagna di sensibilizzazione lanciata dalla Asl 8 e da Arezzo Cuore. Campagna che ha consentito di incrementare sensibilmente la presenza di questi apparecchi salvavita, collocati in luoghi strategici di tutta la Provincia. Ce ne sono ben cinquecento e se pensiamo che una regione come la Lombardia ne conta appena tremila, possiamo considerare questo angolo di Toscana davvero un oasi felice. Ma non bisogna fermarsi. Il dottor Mandò lo ripete sempre, ad ogni incontro pubblico. Se i defibrillatori fossero collocati in tutti gli ambienti a più alta concentrazione di persone (cinema, ipermercati, stadi ecc.) la percentuale di sopravvivenza in caso in arresto cardiaco raggiungerebbe il 50%. Il decesso, in media, arriva al massimo dopo dieci minuti e dopo cinque minuti i danni cerebrali sono già irreversibili. Ciò significa che per evitare il peggio le unità di soccorso dovrebbero arrivare sul posto in meno di trecento secondi. Tempo record che è quasi impossibile da raggiungere, soprattutto se la vittima si trova in aree periferiche o difficili da raggiungere. Ecco perché risulta fondamentale il ruolo del soccorritore occasionale e, soprattutto, dei defibrillatori. Sono dispositivi, tra l’altro, semplicissimi da usare, che grazie ad una serie di scariche effettuano la defibrillazione delle pareti muscolari del cuore, consentendo di recuperare un ritmo cardiaco regolare. In Valdarno ce ne sono ben centosettanta e moltissime le persone che hanno seguito i corsi di formazione per il corretto utilizzo. Una grande mobilitazione sociale partita grazie soprattutto alla tenacia di quest’uomo che non si è mai arreso, nemmeno di fronte alle risposte evasive di qualche comune o di qualche istituzione che poi, invece, si è allineata, ben consapevole che salvare anche una sola vita umana merita un piccolo sforzo suppletivo. Anche economico.

Marco Corsi
Marco Corsi
Direttore Responsabile