9 Agosto 2020 - 04:43
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    David Corsi. “Ecco quello che abbiamo fatto in 10 anni. San Giovanni non è quel relitto che vogliono farci credere

    “10 anni della vita sono tanti, 5 anni di apprendistato come Consigliere e 5 anni di impegno costante e quotidiano da Assessore sono un affaticamento che oggi chiede il conto con un po’ di meritato riposo. Per questo e per altre ragioni che spiegherò in seguito, ho deciso di chiudere qui il mio percorso politico”. Lo ha detto l’assessore ai lavori pubblici di San Giovanni David Corsi, tracciando anche un bilancio di quanto fatto in questi anni. Corsi ha sottolineato che la città non è quella dipinta nei ‘confronti tra candidati’.
    “Non è quella sorta di relitto che vorrebbero farci credere per esaltare il ruolo di ‘salvatori della patria’ che proprio non si confà a nessuno – ha detto -. San Giovanni, è vero, è una città complessa, con poco territorio e poche risorse da cui attingere entrate fresche per far fronte alle spese e ai debiti, è però anche la città che per predilezione offre tantissimi servizi per tutto il Valdarno; è accogliente, è ricchissima di verde pubblico e di strutture scolastiche e sportive, è uno snodo cruciale su cui confluiscono gli interessi di molti più cittadini dei 17.000 ufficialmente iscritti all’anagrafe”.
    Per quanto riguarda i risultati raggiunti, Corsi ha tracciato un bilancio positivo, ricordando un indebitamento ridotto del 50% nell’arco delle due legislature Viligiardi e una macchina comunale altamente burocratizzata con fortissime necessità di turn-over, in parte eseguito. Al netto della propaganda – ha aggiunto Corsi – , ragionate con la vostra testa, informatevi, approfondite, la città è comunque in una situazione strutturalmente migliore di come lo era 5 o 10 anni fa. Sia per i parametri finanziari, sia per le opportunità che potranno essere colte e cose da completare che lasciamo a chi ci succederà”. Ed entriamo nel dettaglio. Per quanto riguarda il Teatro Bucci, l’assessore ha annunciato che la giunta avrebbe potuto riaprirlo in deroga, spendendo per il completamento e dovendolo richiudere tra due anni. “Noi queste cose abbiamo scelto di non farle – ha detto -. Dopo aver messo in sicurezza la struttura, abbiamo indetto una gara a livello europeo che permetterà, grazie a un prestigioso studio di architettura di Firenze, di superare tutti i vincoli imposti dalla Commissione di Pubblico Spettacolo e la riapertura per un lungo periodo di attività. Riguardo la ex Casa del Fascio siamo in uno stato molto avanzato. “Follie burocratiche e la scarsa produttività di chi dovrebbe invece tenere come alla vita all’ente per il quale lavora, non ci permettono di inaugurare la nuova biblioteca – ha chiarito. Sono stati necessari due grandi appalti per completare l’immobile, di cui uno molto complesso. Sono già stati assegnati i lavori per il completamento del resede esterno e per l’acquisto dei mobili oltre che assegnato in gestione il bar ‘letterario’ del piano terra. Insomma, nell’arco di qualche mese, se vorrà, il nuovo sindaco ha tutto in regola per l’apertura ufficiale delle porte di questa splendida strutturaai cittadini ma soprattutto ai ragazzi”.
    E veniamo allo sport con la pista di atletica. “ Smentisco e sfido chiunque a dimostrarlo, che ci siano mai stati assegnati dei fondi per la ristrutturazione. Chi sostiene questa cosa – ha detto – mente sapendo di mentire solo per questioni di opportunità. Personalmente vi dico diffidate da chi sostiene queste bugie. Perché oggi lo fa sulla pista, domani chissà su quante altre cose. Lasciamo invece alla città il progetto per la ristrutturazione utilizzabile quando lo stadio Fedini sarà adeguato rispetto alle prescrizioni degli studi statici e sismici che in questi anni sono stati condotti.
    Riguardo allo stadio, i rilievi statici e sismici hanno rilevato situazioni che richiedono interventi a breve. Interventi sostenibili per l’amministrazione, a patto che, come ha ricordato Corsi, sia considerata una priorità. Sull’efficientamento energetico, presso la Centrale Unica di Committenza è in in fase di avvio di gara un ambizioso progetto tra i più completi e innovativi, con investimenti che superano il milione e mezzo riguardanti tutta l’illuminazione pubblica e larga parte delle centrali termiche dei palazzi e delle scuole pubbliche. “ Tutto fermo in questo momento a causa di aspetti burocratici in primo luogo derivanti dalle recenti modifiche apportate al Codice degli Appalti e per la solita iperburocrazia interna”, ha aggiunto l’assessore, che si è poi soffermato sulla ciclopista dell’Arno.
    “Sempre per ragioni riguardanti il Codice degli Appalti, è in attesa di essere varata la gara per il primo lotto funzionale della Ciclopista – ha precisato -, per San Giovanni ci sono investimenti per quasi un milione di euro derivanti da fondi regionali/europei. Saranno costruiti due nuovi ponti a nord della città. A seguire, tutti gli altri lotti che permetteranno di collegare i comuni di fondovalle da Bucine a Figline e Incisa Valdarno”. Corsi ha poi parlato della ciclopista della Badiola (“ripresi i lavori”), del giardino di Epicuro ai licei, con la pulizia di tutta l’area, delle rotatorie sul ponte Pertini (“Lavori di realizzazione già appaltati e finanziati”) e di quella alla Gruccia (“siamo in fase di esproprio. Sarà inaugurata nel giro di qualche mese”). 100.000 euro, risorse del Governo, saranno poi destinati per la ristrutturazione delle tre principali rotatorie in riva sinistra dell’Arno: S.Andrea a nord, Pruneto e Rotatoria ‘Ospedale’ a sud.
    Sulle scuole è stato richiesto il finanziamento e inserito nella graduatoria dei Miur per intervenire al Doccio Oltrarno e Rodari Ponte alle Forche. Approvato in via esecutiva anche la ristrutturazione dei controsoffitti alla Rodari al secondo piano. Tornando ai temi ambientali, recentemente si sono concluse le complesse pratiche per autorizzare la costruzione di una centrale idroelettrica sull’Arno, proposta da Enel. “Ci sono voluti 5 anni e un impegno costante di coordinamento con la Regione – ha detto Corsi – . Adesso solo le scelte strategiche di Enel e del governo in termini di incentivazioni delle rinnovabili possono dare avvio alla fase realizzativa”. Il comune ha poi sottoscritto un’importante convenzione con EnelX per dotare il territorio sangiovannese di 8 punti di ricariche per auto elettriche.
    E’ stato poi attivato un project per la realizzazione di un crematorio comunale nell’ambito dell’area cimiteriale mentre sul fronte dei servizi si è agito sul tema dei rifiuti. “ Solo grazie alle operazioni di continua verifica e controllo – ha detto l’assessore – è stato possibile contenere gli aumenti di tariffa arrivando ad investire, pur in un momento difficilissimo per SeiToscana e l’ATO Toscana Sud, in un nuovo sistema di raccolta che già oggi riscontra i primi dati positivi (coperti un terzo dei quartieri, l’indice sale ad almeno +5% su base comunale). Ringrazio tutti i cittadini che credono nella raccolta differenziata. Mentre per Publiacqua – ha proseguito – , ingenti investimenti sono stati fatti sul nostro territorio a iniziare dalle nuove tecnologie installate per attingere dai pozzi di Oltrarno, all’allaccio di tutta la rete al depuratore, al significativo rinnovamento di quest’ultimo per la linea fanghi. Oggi la nostra rete è tra le più efficienti a livello toscano con un indice di perdita media della metà di quella nazionale. Infine il nuovo sito istituzionale molto più ricco di funzioni, aperto e predisposto per le nuove tecnologie.
    “Rivendico di aver speso ogni singolo centesimo che il bilancio del comune poteva mettere a disposizione per gli investimenti e le manutenzioni. Le scuole, gli impianti sportivi, le strade e i due palazzi della cultura – ha concluso – , sono state le nostre priorità. Nei limiti delle nostre disponibilità economiche e umane. Non a caso, molte delle nuove assunzioni hanno riguardato il settore tecnico. Permettetemi un’ultima nota personale: ricorderò per sempre questa esperienza. Ringrazio il PD sangiovannese per aver cullato insieme il sogno ideale di una città perfetta. Ringrazio il PD di essersi dimenticato, anche una sola volta, di dire almeno grazie per l’impegno. Ho imparato molto da questo”.

    Marco Corsi
    Direttore Responsabile