23 Febbraio 2020 - 23:03

Taglio di piante e arbusti sul letto dell’Arno. L’intervento si sposta a San Giovanni

E’ il cosiddetto “piano tagli”. Un intervento in gran parte finanziato dalla Regione Toscana che prevede la rimozione della vegetazione sul letto dell’Arno per assicurare un regolare deflusso. Il Consorzio di Bonifica ha messo in campo due squadre composte da sei uomini, “armati” di escavatori cingolati con testa trinciante, mini-escavatori, trattori con verricello e rimorchi e sta lavorando lungo l’asta fluviale che si sviluppa a valle del ponte di Montevarchi fino all’immissione del Torrente Vacchereccia. In tutto sei km di lunghezza e un’area di circa 225.000 mq compresa tra i comuni Montevarchi, San Giovanni Valdarno, Terranuova Bracciolini.
Adesso i lavori si concentrano su San Giovanni, sotto la supervisione dell’ingegner Beatrice Lanusini, referente di zona del Consorzio.
“Il progetto – ha detto – prevede la rimozione completa della vegetazione arbustiva ed arborea presente sulle barre sedimentate. Il motivo è semplice: con l’andare del tempo, all’interno dell’alveo, nel tratto rettificato del fiume, a valle della Diga di Levane, si sono formate delle barre, per la tendenza del corso d’acqua ad erodere, scavando nei propri sedimenti. Su queste barre si è consolidata una fitta vegetazione arbustiva ed arborea, ormai dotata di robusti apparati radicali, che devono essere rimossi per permettere la libera movimentazione del materiale alluvionale ad opera delle correnti di piena, indispensabile per riattivare la dinamica di alveo e mitigare così la tendenza all’erosione delle sponde”.
Insomma, bisogna creare le condizioni affinché l’Arno, con la sua attività, possa tornare a “rimodellarsi”. E per farlo bisogna eliminare il fitto reticolo di radici che ha contribuito a compattare gli accumuli.
“Si procede in modo graduale step by step, con taglio a raso delle alberature e rimozione delle ceppaie, partendo dalle più grosse e da quelle, per la loro posizione, più facilmente interessate dalle piene ordinarie – ha aggiunto la Lanusini -. Tutto questo con una selezione attenta e ponderata, per la conservazione degli habitat naturali, dei corridoi e ecologici e del corretto ombreggiamento del corso d’acqua. Rispetto per la flora e la fauna che popolano il corso d’acqua, ma non solo: il piano punta sulla sostenibilità a 360 gradi, attraverso lo sviluppo della filiera fiume/legno/energia: la biomassa asportata mediante tagli sarà in parte riutilizzata a fini energetici”.
I cittadini vedranno i residui dell’intervento accumulati in alcuni punti del territorio. Come ha confermato il Consorzio di Bonifica si tratta di depositi temporanei. Il materiale, grazie alla collaborazione del comune, che ha concesso la disponibilità della superficie, vengono accatastati per poi essere rimossi e conferiti nel rispetto delle normative vigenti. Ben dodici le barre di differenti dimensioni, presenti all’interno del tratto valdarnese dell’Arno, sottoposte al taglio a raso della vegetazione e successiva rimozione delle ceppaie.
“I lavori sono ripresi il 9 gennaio in corrispondenza delle due barre più a valle – ha aggiunto l’ingegner Lanusini -. In questo momento è in corso il taglio delle alberature sulla barra in prossimità dell’immissione con il Torrente Vacchereccia e della barra a monte della traversa Enel, entrambe nel Comune di San Giovanni V.no. Poi proseguiranno verso monte. Parliamo di una operazione straordinaria e fondamentale per migliorare la dinamica fluviale e, con essa, la sicurezza del territorio attraversato dal fiume”. Come ha ricordato la Presidente del CB2 Serena Stefani, i lavori proseguono a ritmo intenso e interesseranno tutto il Valdarno, dal versante fiorentino al versante aretino, per un importo complessivo di 850.000 euro.