26 Febbraio 2020 - 08:19
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    Si spartiscono 30 mila euro con rifornimenti di gasolio mai attuati. Camionista e benzinai denunciati dalla Polstrada

    Avevano organizzato un metodo ingegnoso per truffare il titolare di una ditta di trasporti addebitando sulla sua carta di credito rifornimenti di carburante mai erogati.
    Un camionista di 55 anni di Riposto, in provincia di Catania, e due benzinai di un’area di servizio autostradale del Valdarno, un figlinese di 43 anni e un cinquantatreenne di Pian di Scò, sono stati denunciati per truffa e appropriazione indebita dalla Polizia Stradale di Firenze.
    L’indagine è partita dalla denuncia dell’imprenditore siciliano, un cinquantanovenne di Acireale, che con la sua flotta di 10 tir ogni giorno trasporta materiale in Italia e Francia. Attento ai costi di gestione della sua azienda, ha notato che, a parità di chilometri percorsi, un autista chiedeva più soldi rispetto agli altri per rifornire il camion, nel tempo oltre 30 mila euro. Una differenza macroscopica che lo ha indotto a rivolgersi alla Polstrada catanese, indicando alcune aree di servizio nel comprensorio fiorentino dove era avvenuto il rifornimento di gasolio.
    A quel punto l’inchiesta è passata agli investigatori della squadra di polizia giudiziaria del Compartimento Polstrada Toscana che hanno monitorato gli spostamenti dell’uomo. I poliziotti si sono appostati nelle vicinanze di alcuni distributori dell’A1 e, armati di telecamere e binocoli, hanno individuato l’area di servizio dove avveniva lo scambio, riuscendo a immortalare il camionista che, dopo aver parcheggiato il tir a distanza dalle pompe, scendeva dal mezzo per parlare con i benzinai e si faceva addebitare sulla carta di credito del suo datore di lavoro 650 euro di rifornimento, mai erogato. Poi riceveva 480 euro in contanti dai benzinai che a fine giornata si mettevano in tasca l’avanzo dai conti di 170 euro.
    Bloccati dalle pattuglie i tre sono stati portati in caserma e denunciati. L’imprenditore dopo l’operazione è corso a riprendersi il Tir, crucciandosi per la fiducia mal riposta su quel dipendente infedele.