28 Febbraio 2020 - 05:43
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    Il 18 febbraio Thalia tornerà in Italia. L’annuncio dei genitori

    Il tunnel sembra davvero alla fine. Il 18 febbraio prossimo la piccola Thalia, la bambina di Terranuova che si trova da mesi in America per una serie di interventi chirurgici alla tibia, tornerà in Italia. Ad annunciarlo i genitori della piccola. “Dalla rimozione del fissatore avvenuta a dicembre – hanno detto – abbiamo lavorato tanto sulla muscolatura e sulla flessione del ginocchio. I progressi si vedono già e sono incredibili, Thalia sta acquisendo una buona padronanza della gamba. Il lavoro è ancora tanto da fare ma non abbiamo più bisogno di rimanere qui, ci hanno detto infatti che possiamo benissimo continuare il lavoro con la fisioterapia in Italia. L’obiettivo sarà quello di mantenere i successi ottenuti finora in vista del prossimo intervento”.
    I familiari della bambina hanno precisato, questa settimana, di aver avuto l’ultimo incontro con i chirurghi, che si sono detti molto soddisfatti dei risultati. La gamba è stabile, Thalia porta il tutore HKAFO sempre, giorno e notte, e lo dovrà tenere almeno fino all’allungamento, che secondo i medici, potrà essere fatto tra 2 anni.
    “Il dottore – hanno continuato i genitori – ci ha promesso che a breve studierà un modo su come procedere con l’allungamento di Thalia: avendo lei bisogno di un doppio allungamento (sia sul femore che sul perone) la questione, soprattutto riguardo al ginocchio, deve essere studiata bene. Adesso però, ce ne torniamo in Italia e ci prendiamo un periodo di pausa, ne abbiamo un estremo bisogno. Invieremo i prossimi raggi al chirurgo tra 6 mesi e Thalia verrà poi rivista per il controllo tra un anno esatto in Polonia”.
    Non è poi mancato un ringraziamento. “Grazie per aver seguito il cammino di Thalia fino ad ora. Non finisce qui, la strada è lunga ma un bel tratto è stato già percorso e le montagne più grandi sono state scalate. Adesso possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo. Thalia cammina e non ha più intenzione di fermarsi”.