3 Aprile 2020 - 08:41
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    Arrestato per la terza volta spacciatore. Era già ai domiciliari

    Era sottoposto già da qualche tempo alla misura degli arresti domiciliari il disoccupato albanese arrestato ieri dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di San Giovanni Valdarno per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. L’uomo, già arrestato per ben due volte dai militari dell’Arma proprio per reati connessi allo spaccio ed alla detenzione di droga, fu sorpreso a spacciare droga da casa già una prima volta, diversi mesi fa, proprio mentre si trovava ai domiciliari a Montevarchi. Da quel momento fu trasferito in carcere ma dopo qualche mese è riuscito ad ottenere nuovamente la misura degli arresti domiciliari, questa volta in San Giovanni Valdarno presso l’abitazione formalmente intestata ad una anziana signora, ma in cui abita anche il figlio tossicodipendente della donna.
    Sottoposto ai normali controlli che vengono attivati per chi è ristretto ai domiciliari, nel corso di una perquisizione in casa eseguita dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, sono stati rinvenuti poco meno di sei grammi di cocaina e quasi un grammo di “crack”, oltre ad un bilancino di precisione che si trovava proprio nella stanza occupata dallo spacciatore albanese. Durante la stessa perquisizione è stato denunciato, poiché trovato in possesso di quasi un grammo di cocaina, il figlio della donna proprietaria della casa. Stessa sorte è toccata alla giovane fidanzata dello spacciatore, una disoccupata italiana con qualche piccolo precedente, trovata in possesso di un telefono cellulare, posto sotto sequestro.
    Lo spacciatore albanese è stato dunque arrestato per la terza volta consecutiva per lo stesso tipo di reato e sottoposto ad udienza con rito direttissimo. E’ stata decretata nuovamente la misura degli arresti domiciliari proprio nella stessa abitazione dove qualche ora prima era stato sorpreso a spacciare dai militari dell’Arma, in attesa dell’eventuale adozione da parte dell’autorità giudiziaria di un aggravamento della misura detentiva che porterebbe l’uomo nuovamente in carcere.