12 Agosto 2020 - 13:45
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    Tavolo di emergenza in Prefettura per rilanciare i distretti moda e agroalimentare. La proposta della Cgil

    Un “tavolo d’emergenza” in Prefettura tra le realtà economiche e sociali per rilanciare i distretti della moda e dell’agroalimentare della provincia di Arezzo. A lanciare la proposta il segretario provinciale della Cgil Alessandro Mugnai.
    “Il 2019 era già stato un pessimo anno – sottolinea – e il 2020, grazie anche al Covid, rischia di essere drammatico. Le prime stime hanno il suono dei bollettini di guerra: produzione industriale in Toscana diminuita di un terzo; in provincia di Arezzo e in un solo mese oltre 4 milioni di ore di cassa integrazione; flessione di occupati che, nello stesso ambito territoriale, è pari a quasi 2.500 persone che hanno perduto o stanno perdendo il lavoro. Ci stiamo incamminando verso un dramma sociale senza precedenti nel nostro territorio”.
    A resistere solo i settori agroalimentare e farmaceutico. “L’oro e la moda sono in fortissima crisi – prosegue Mugnai – e il settore delle costruzioni è in allarme. Adesso è il momento di passare dalle analisi alle azioni e dobbiamo farlo tutti insieme: sindacati, categorie, imprese, istituzioni locali, regionali e nazionali senza che nessuno faccia il primo della classe o imponga il suo diktat”.
    “La realtà manifatturiera di questa provincia ha mantenuto alcune caratteristiche essenziali e quindi due filiere principali: moda/oro e agroalimentare/industria alimentare. La prima è ormai strettamente connessa ed è evidente che lo sviluppo delle imprese orafe, anche quelle di matrice metalmeccanica, rientrano nella grande cornice del sistema moda italiano. Quanto all’agrolimentare, Arezzo ha produzioni di alto livello nel settore frutta ma non nella trasformazione industriale del prodotto. Insieme a olio e vino e alle produzioni biologiche, questo è un settore sul quale puntare e investire”.
    Comparti di alta qualità che insieme ad arte e ambiente possono essere trainanti anche per il turismo del territorio.
    “La nostra è una delle possibile strategie – conclude Mugnai – e siamo disponibili a discutere qualsiasi altra alternativa purché non solo di carattere assistenziale. Lo stesso sistema dei servizi alla persona deve essere affrontato nella logica dello sviluppo delle imprese sociali, portatrici di una visione mutualistica e moderna. Dobbiamo riprendere a produrre e lavorare, guardando al futuro e non alla punta della scarpa”.
    Da qui l’idea del tavolo in Prefettura che, per il suo rilievo istituzionale, potrebbe essere il punto di riferimento anche per affrontare temi sempre più caldi come quello degli appalti e quindi della trasparenza.