13 Luglio 2020 - 04:35
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    Bekaert, due anni dall’inizio della vertenza. Calosi ( Fiom) : “siamo ancora qua e non lasceremo solo nessuno dei lavoratori”

    Sono passati 2 anni esatti: il 22 giugno del 2018 si aprì la vertenza della Bekaert di Figline. Da un giorno all’altro la multinazionale belga annunciò che sarebbero stati licenziati i318 i lavoratori e che sarebbe cessata nell’arco di due mesi l’attività dello stabilimento. La Bekaert aveva deciso di delocalizzare in Romania.
    Due anni di lotte da parte dei lavoratori. Lotte che hanno portato alla concessione della Cassa Integrazione straordinaria per cessazione, cancellata tempo prima dal jobs act. Provvedimento che è stato prorogato ulteriormente a causa del Covid-19. “Questo ci ha permesso- scrive il segretario della Fiom Cgil Daniele Calosi – di poter affrontare la strada che porta alla reindustrializzazione, che in assenza di proposte concrete ha visto una parte dei lavoratori costituire una cooperativa anche su nostra sollecitazione. Spedendo 318 lettere di licenziamento- continua Calosi- due anni fa Bekaert apriva, con inaudita violenza, una ferita sul territorio che stiamo provando a rimarginare con fatica. Da allora come Fiom, grazie al sostegno di buona parte dei lavoratori, abbiamo messo in campo un’azione sindacale che ha permesso di reinserire la Cassa Integrazione per Cessazione di attività e siamo stati in grado di condurre una difficile discussione verso una reindustrializzazione che oggi appare possibile anche grazie alla proposta di cooperativa avanzata da alcuni lavoratori. Questo in un rapporto diretto con la Fiom e la Cgil Nazionale e, molto spesso, con la contrarietà di una parte della politica, del Governo, di altri sindacati e anche di una parte dei lavoratori. Malgrado tutto siamo ancora qua- termina il segretario Fiom- e non lasceremo solo nessuno dei lavoratori della Bekaert. Questa vertenza merita una soluzione degna della lotta che abbiamo intrapreso per tutti i 180 ancora in ammortizzatore, perché una cosa questa vicenda insegna: chi non lotta ha già perso”.

    Serena Paoletti
    Redattrice