12 Agosto 2020 - 14:43
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    La lista civica Castelfranco Piandiscò attacca la giunta: “Alle imprese solo elemosina”

    “Non è il caso di festeggiare cari assessori, in fondo distribuite elemosine coi soldi di tutti”. Ci va giù duro la lista civica Castelfranco Piandiscò nel commentare i provvedimenti della giunta Cacioli per le imprese colpite da Covid-19. La minoranza si è detta stupita dell’enfasi con la quale sono stati annunciati i provvedimenti. “5000 euro destinati al complesso delle attività del comune di Castelfranco Piandisco’ in riparazione del periodo della pandemia. Si, avete letto bene – hanno aggiunto i civici – lo stanziamento per rimborsi Tari e Tosap ad esercenti attività commerciali, ricreative, negozi, alberghi, bar ecc… ammonta a 5000 euro. Sapete, cittadini, la percentuale del 25% sembra un valore importante, ma il 25% calcolato su poco, risulta poco!”.
    Il gruppo di opposizione si sarebbe aspettato, quindi, interventi ben più corposi, e ha ricordato che il Covid 19 ha distrutto tante risorse. “I segni di questo disastro per chi lavorava e a stento tirava avanti, tartassato da innumerevoli tasse, burocrazia e fiscalità varie e dalla concorrenza dei grandi gruppi economici e dalla globalizzazione, sui più fortunati saranno visibili per anni, sui meno fortunati, non si vedranno proprio perché chiuderanno o hanno già chiuso – ha spiegato la lista civica -. Non è il caso di festeggiare cari assessori, in fondo distribuite elemosine coi soldi di tutti, anche di coloro che non li riceveranno perché già avevano difficoltà a pagare i debiti e voi li avete esclusi. In caso di morosità infatti, questi poveri diavoli, non avranno neppure diritto all’elemosina. E i cittadini cosiddetti “normali” cioè quelli che non hanno una attività tra quelle indicate, insomma le famiglie, le inviate ai servizi sociali, alla Caritas e altri enti vari togliendo loro la dignità? Vi pare un buon modo di amministrare questo?”.
    La minoranza è poi andata oltre, accusando l’amministrazione di non avere nemmeno rinunciato ad una parte dello stipendio del comune per i mesi del periodo Covid, nonostante le sollecitazioni in Consiglio Comunale. “Anzi – ha concluso – vi siete perfino offesi della nostra richiesta e questo non è un buon segno per chi dovrebbe esercitare gratis questo compito”.