27 Ottobre 2020 - 16:18

Covid-19. D’Urso: “La Asl Tse potenzia i servizi”. Chiassai Martini: “Affermazioni inaudite”

“Una centrale per il tracciamento sarà operativa già lunedì. Inizialmente vi lavoreranno 9 persone, aggiuntive al personale già impiegato. La struttura sarà attiva al San Donato di Arezzo”. Antonio D’Urso, direttore generale della Asl Tse, ricorda gli obiettivi per contrastare la ripresa dei contagi: tampone, tracciamento, trattamento. “Abbiamo intensificato il numero dei tamponi: nella provincia di Arezzo abbiamo superato la soglia degli 87.000 con un rapporto di 254 tamponi ogni 1.000 abitanti. A questi si aggiungono 42.000 test sierologici con un rapporto di 123 sierologici ogni 1.000 abitanti. Il tracciamento è fondamentale per contenere i casi e per comprendere e ricostruire le mappe della diffusione del virus”.
La Asl ha anche pubblicato l’avviso per l’albergo sanitario, struttura indispensabile per prevenire i contagi in ambito familiare, e la collaborazione con le scuole attraverso incontri con i presidi grazie alla disponibilità dell’Ufficio scolastico territoriale. “Lunedì approfondiremo ulteriormente il tema con i dirigenti e siamo ormai pronti all’attivazione dei “medici scolastici”. Ne abbiamo già selezionati 64 nell’ambito dell’Asl Tse e questo numero raddoppierà in breve tempo”.
Affermazioni subito confutate dal sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai Martini: “E’ inaudito sentir dire che la Asl sta lavorando celermente e facendo tamponi in numeri esponenziali per gestire una situazione che è tornata di nuovo emergenziale. Le famiglie continuano a chiamarmi a decine ogni giorno – ha affermato – perché sono a casa in quarantena senza aver mai ricevuto comunicazioni ufficiali e informazioni dalla Asl. Sono completamente abbandonate. Non riescono a far sottoporre a tampone i loro figli per capire se sono positivi o negativi e molto spesso dopo i 10 giorni di isolamento non sanno se possono farli tornare a scuola o meno, perché occorre il certificato del pediatra e il tampone negativo. E anche i pediatri sono disperati e hanno inviato ai sindaci messaggi di forte allarme perché sono al collasso”.
Infine l’attacco frontale: “Sono passati mesi da marzo e tutti sapevano che l’emergenza si sarebbe ripresentata – continua – ma la Asl in questi mesi non ha fatto niente e la Regione non si è attivata neppure per ordinare i tamponi rapidi. Lunedì scorso ho mandato una lettera al direttore generale D’Urso per fornire la nostra disponibilità a utilizzare per uno screening i nostri tamponi rapidi. Non si sono neanche degnati di rispondere”.