25 Ottobre 2020 - 01:33
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    Alunno positivo e tampone in ritardo di 10 giorni. Simona Neri: “Lo strano caso della Primaria di Pergine Valdarno”

    I tamponi vengono effettuati con grave ritardo e gli esiti comunicati male e altrettanto lentamente: questo significa che ad oggi permangono ancora tutte le problematiche che ho sollevato la settimana scorsa, che gli appelli successivi degli altri colleghi sindaci non sono stati ascoltati ma, soprattutto, che il protocollo di “quarantena” rischia di perdere totalmente significato”. Simona Neri, sindaca di Laterina Pergine, torna a puntare l’indice sulla gestione della Asl Toscana sud est dei casi di contagio in ambito scolastico e racconta il caso “emblematico” che si è verificato alla primaria perginese denunciato da decine di famiglie.

    Riguarda un bimbo contagiato da Covid-19 e che non ha avuto più contatti con la propria classe dal 2 ottobre – scrive – interrompendo l’attività scolastica. L’esito del suo tampone risultato positivo, però, è arrivato il 12 ottobre. A quel punto i termini dei 10 giorni di ipotetica quarantena da primo contatto erano già trascorsi. La classe ha continuato a frequentare regolarmente le lezioni ma, se il tampone fosse stato processato prima, forse ci sarebbero stati gli estremi affinché anche i suoi 24 compagni se ne stessero a casa in isolamento che si sarebbe appunto protratto fino al 12 del mese. Ciò che risulta ancor più strano è che i compagni di classe siano stati convocati a fare anch’essi il tampone, con grande sconcerto dei genitori tutti, nella giornata di ieri, venerdì 16 ottobre”.
    “Non metto in dubbio che il tampone venga effettuato, perché da protocollo sancisce la fine della quarantena – continua Simona Neri – peccato però che tutti questi bambini la quarantena non l’abbiano fatta. La Asl non può far trascorrere così tanto tempo dal momento in cui il bambino si assenta dal nucleo scolastico (2 ottobre) fino alla refertazione stessa del tampone (12 ottobre). Bisogna assolutamente velocizzare le procedure altrimenti se si supera ogni volta la finestra temporale dei 10 giorni per avere un referto, e non mi riferisco solo all’ambito scolastico, risulta del tutto inutile la quarantena stessa come strumento di prevenzione, potremmo davvero limitarci alle procedure di igiene personale, mascherine e distanziamenti”.
    Infine Neri domanda: “Ma davvero si pensava di poter affrontare la seconda ondata Covid-19 con lo stesso personale in organigramma della scorsa primavera e che senza potenziarlo il sistema sanitario avrebbe potuto farsi carico dei nuovi contagi con scuole, aziende e locali aperti e libera circolazione di persone?”