5 Dicembre 2020 - 00:50

Chiassai replica a D’Urso. “Se vuole, la farò contattare da chi mi chiama disperato. Potrà così prendere atto della verità”

Il Sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai Martini ha replicato al direttore generale della Asl Toscana Sud Est Antonio D’Urso in merito al tema Covid. Una polemica che si trascina da tempo, legata anche all’utilizzo dei tamponi. La Chiassai ha ricordato che la sua amministrazione si è attivata non per essere la più brava, ma perché ogni giorno il sindaco riceve decine di telefonate da cittadini disperati che non riescono a parlare con la Asl per la certificazione della quarantena, senza sapere se e quando faranno i tamponi.
“I cittadini non si lamentano degli operatori – non gli permetto di mettermi in bocca tali affermazioni – in quanto la colpa delle criticità non è dei medici, pediatri, operatori o dirigenti scolastici che sono esausti, ma la responsabilità è dei vertici di Asl e Regione – ha aggiunto – . Tutti sapevano che in autunno ci sarebbe stata una seconda ondata, tuttavia non è stato previsto alcun aumento di personale sanitario per evitare di ingolfare il servizio come già accaduto, soprattutto in Valdarno, dove la vallata è stata sempre gestita peggio di altre. Io non faccio polemica, come dice il direttore, nei confronti dei lavoratori che sono i nostri eroi, come i medici e gli infermieri, ai quali abbiamo sempre fornito le mascherine come gesto di collaborazione e non di contrapposizione”.
Il sindaco di Montevarchi ha poi replicato a quelle che ha definito “falsità della Asl”. Riguardo al famoso macchinario della Menarini, Chiassai ha sottolineato che la comunità di Montevarchi si è mobilitata per l’ospedale e per la sanità pubblica. “Una proposta – ha precisato – che la Asl ha valutato, nel mese di aprile, rilasciando l’autorizzazione all’acquisto e alla donazione al nostro nosocomio, e considerando lo strumento talmente valido che la Regione ne ha acquistati altri per i presidi ospedalieri della Toscana. Improvvisamente, proprio il macchinario di Montevarchi, è stato ritirato senza mai ricevere un documento che certifichi i motivi del ventilato malfunzionamento sottraendolo alla comunità. Un comportamento che pone due riflessioni: o la Asl non è stata in grado di valutare lo strumento, oppure il macchinario, secondo quanto dichiarato alla stampa, non era attendibile perché dava falsi positivi. In tal caso – ha continuato il sindaco – , vogliamo quindi parlare di tutti i falsi positivi riscontrati con le analisi che la Asl ha fatto, dove i risultati a volte erano diversi da un laboratorio e L’altro? L’azienda sanitaria assicura che non ci sono più falsi positivi? Potrei fare una lista di cittadini che hanno riscontrato questa condizione. La valutazione del macchinario è stata fatta dalla Asl che poteva, se “difettoso”, proporci un’alternativa che non è mai arrivata, per portare avanti il nostro progetto di aiutare la comunità. Questo dimostra chiaramente che la mancanza di collaborazione è loro e non del Comune”.
Riguardo al tema delle mascherine, il sindaco di Montevarchi ha accusato l’azienda sanitaria di non averle autorizzate benché le aziende avessero seguito tutte le disposizioni impartite da Estar. “Gli stessi operatori, completamente sprovvisti di dispositivi di protezione individuale anche dentro all’ospedale, sono stati costretti in piena emergenza a usare le mascherine chirurgiche anche per una settimana, per cui sono venuti di nascosto a chiederci aiuto, per cercare di tutelare la loro salute e quella degli altri”, ha proseguito la Chiassai, che ha accusato poi D’Urso di non essersi, forse, accorto, che la sua amministrazione ha messo a disposizione della comunità i test sierologici da settembre e i risultati vengono letti correttamente da medici volontari che a titolo gratuito svolgono questa mansione con grande professionalità. “Quindi l’attendibilità della lettura non è in discussione”.
“Questa giunta – ha detto – non fa confusione tra test sierologici e test rapidi. Su questo argomento ho scritto proprio una lettera al direttore a cui ha riposto in ritardo e senza entrare nel merito. Lo informavo dell’avvio della campagna di screening sugli studenti di Montevarchi con i test sierologici e anche dell’acquisto di 1000 tamponi rapidi che adesso il Governo e la Regione hanno autorizzato per la gestione dei rientri a scuola e per agevolare un sistema che è andato in tilt. Avendoli acquistati più di un mese fa, volevo metterli a disposizione per fare in modo che i ragazzi in quarantena potessero fare un test rapido per sapere se sono negativi o positivi al Covid in quanto sappiamo che i familiari possono comunque continuare ad uscire con alto rischio per la salute pubblica. Quindi, probabilmente, ha compreso male quanto ho dichiarato, siamo attrezzati di entrambi i dispositivi”.
Infine, mi preme precisare – ha concluso Chiassai Martini – che i miei interventi non sono politici. Io mi sono permessa di dire ad alta voce ciò che non sta funzionando nella sanità, secondo decine di famiglie. Quando i cittadini si rivolgono a me, sono abituata a rimboccarmi le maniche per trovare una soluzione. In questo momento, per la disorganizzazione della Asl, sono impotente perché posso soltanto ascoltare i cittadini in quanto i vertici dell’azienda sanitaria non hanno mai voluto collaborare con chi ha dimostrato soltanto la volontà di aiutare la sanità pubblica. Se non si è reso conto del malessere dei cittadini per questa assurda gestione, se vuole, la faccio contattare da chi mi chiama disperato così può prendere atto della verità che inspiegabilmente lei continua a negare sui giornali”.

Marco Corsi
Direttore Responsabile