19 Settembre 2021 - 01:18

Pensieri in libertà di Leonardo De Nicola. “La pandemia e tutto ciò che…si porta via”

Natalino Otto, nato Codognotto in quel di Cogoleto (nel ponente genovese ) è stato un cantante di grandissimo successo a cavallo della seconda guerra. Il re dello swing nostrano e marito dell’occhialuta cantante Flo Sandos uscì nel 1944 e dunque sotto…le bombe, con un brano orecchiabile e divenuto celebre come “la Canzone dell’amore perduto”. Il ritornello…solo me ne vo per la città guardo fra la folla che non sa…diviene il brano della rinascita, della voglia di tornare a vivere e a sorridere fra le macerie ancora fumanti….
Se la conta nel nostro paese già parla di più di 50 mila vittime e di un crescente impoverimento della società non è esagerato oggi parlare di un nuovo dopoguerra…
L’emergenza sanitaria sta amplificando il disagio sociale con dinamiche che vanno ad impattare negativamente sul benessere e sull’occupazione: su una popolazione di quasi 60 milioni di abitanti quasi 5 hanno problemi di sussistenza giornaliera e 7 milioni di famiglie hanno visto peggiorare il loro tenore di vita. La pandemia insomma…insieme ad una tragica contabilità di vite umane perdute, ci lascerà una società più diseguale, più impaurita, meno solidale. Quando tutte le rinascite e le ripartenze hanno invece bisogno del contrario e cioè di una società inclusiva, sostenibile e soprattutto equa.
Ci sono uomini nella politica di oggi in grado di sostenere una strategia seria per il futuro ripartendo da quelle che sono le vere risorse del nostro paese, penso al settore del turismo o del manifatturiero per esempio?  Ed il risparmio privato in che modo potrà essere investito sulla crescita? O la paura sarà un freno ricorrente del nuovo mondo e che ci accompagnerà per anni?
Sono tutti interrogativi che abbiamo il diritto di chiederci, tenuto conto della navigazione a vista attuale e della estrema rissosità che spesso caratterizza la nostra politica nel momento delle decisioni serie. Un altro studio del Censis ci segnala poi come i benestanti con un patrimonio oltre i 500 mila euro sono 1 milione e 600 mila con 1200 miliardi di risparmi detenuti, un aumento del 6% negli ultimi 2 anni ed ancora più marcato solo negli ultimi 12 mesi. Quindi da una parte una società che si impoverisce alla grande, perde sostenibilità e posti di lavoro e dall’altra una che si arricchisce con numeri poi neanche modestissimi se si analizzano bene. La pandemia di cui ignoriamo la fine produce insomma un danno sanitario, economico e sociale.
“Solo me ne vo per la città”…cantavano le giovinette del nostro dopoguerra con la fronte di nuovo protesa verso la vita. Quei giovani…oggi troppo spesso ignorati o dimenticati se non considerati come untori di turno. Come se non fossero proprio le nuove generazioni a pagare il prezzo sociale più alto sia nel loro disagio attuale che nella prospettiva futura.  Confinati nelle proprie stanze, impossibilitati a vivere coi modi e i tempi dell’età più bella e spensierata, privati dell’incontro con un amico o con una fidanzata (e non è poco).
Sono cose forse a cui non si è pensato ma il cui conto come la crisi economica sarà presentato tutto insieme alla fine di questa benedetta o maledetta pandemia. Buona domenica.