26 Febbraio 2021 - 07:16

Ampliamento di Podere Rota. Le osservazioni della lista civica Castelfranco Piandiscò

La Lista Civica Castelfranco Piandiscò ha reso note le proprie osservazioni sull’ampliamento della discarica, chiedendo la chiusura entro il 2021 . “Si tratta di delucidazioni espressione del sentimento dei cittadini del territorio. Sono documentate e motivate soprattutto dall’esigenza di sollevare insieme alle comunità del Valdarno il disagio cui, Castelfranco in particolare, è sottoposto da 25 anni di rischio sanitario e di pericolo ambientale che non è mai stato considerato dalle istituzioni, anche perché l’amministrazione solo oggi si decide a prendere una posizione comune agli altri”, hanno spiegato i civici. Il documento è stato redatto dal movimento e dai tre
consiglieri comunali Brunetti, Gagliardi e Morbidelli e inviato alla Regione Toscana.
“In questi anni – hanno spiegato i civici – abbiamo assistito ad un progressivo ampliamento di Podere Rota, non soltanto per le esigenze del Valdarno, bensì per sostenere il carico della città di Firenze responsabile di non aver trovato una soluzione. Non è secondario ricordare che questa discarica ha sopportato i rifiuti di altre regioni come la Campania nel periodo di massima emergenza. Non ci è dato di conoscere la provenienza attuale dei rifiuti conferiti in discarica. Tale sovraccarico – è stato precisato – ha comportato continui aumenti di volumi di sbancamenti ed inquinamento per la nostra vallata. Rivendichiamo oggi attenzione, rispetto e tutela per l’abitato di Castelfranco di Sopra, che non è più distante di San Giovanni Valdarno o di Terranuova centro, dalla discarica. Fino ad oggi il comune di Castelfranco Piandiscò è stato completamente ignorato, anche da un punto di vista di indennizzi, salvo errore. Non ci risulta infatti che siano stati concesse indennità per il danno ambientale subito”.
“L’altopiano – ha proseguito il movimento – è costantemente oggetto di esalazioni odorifere, veri e propri puzzi indescrivibili che invadono le pendici delle balze e si diffondono in tutta la cittadina. Le aree prospicenti, dove si trovano anche edifici scolastici delle Medie e della Scuola dell’infanzia e il Nido, sono frequentemente oggetto di questa invasione di cattivi odori. Denunciato all’Arpat anche lo scorso settembre 2020, siamo stati rinviati con giustificazioni che la cosa è risaputa, che vengono fatti periodicamente controlli ed invitati a denunciare la cosa alla competente Asl territoriale oppure all’inutile ed umiliante comitato per gli annusamenti. In una società civile – hanno proseguito gli esponenti della lista – , la popolazione non può subire una simile umiliazione, soprattutto se sollecitata o promossa da organi istituzionali. Ciò esprime tutta la consapevolezza che non si vuol risolvere il problema e ci si affida a questi palliativi per prendere tempo ed illudere la comunità di occuparsi della cosa, mentre si va in direzione opposta: gli ampliamenti. In realtà siamo consapevoli che solo la chiusura dell’impianto potrà, molto lentamente, mettere fine a questo inquinamento. La comunità di Castelfranco pretende sia rispettata la scadenza del 2021”.
Il movimento, nel chiedere alla Regione di non consentire il potenziamento, ha poi fornito alcune motivazioni che ne giustificano la richiesta: “la discarica dista 2,9 km dall’abitato di Castelfranco; si trova a 900 mt dall’Area Naturale Protetta delle Balze al cui interno si trovano percorsi CAI, impianti di ristorazione, agriturismi e strutture ricettive; gli edifici scolastici citati insistono sul bordo delle balze e vengono direttamente investiti dai cattivi odori; l’area oggetto della richiesta di intervento di ampliamento ricade nel reticolo classificato a Maglia Agraria Media, da tutelare nella condizione attuale, che non prevede rimodellamenti del suolo come risulta dalla Invariante del PTC della Provincia di Arezzo; la discarica è sita a pochi metri dal “Borro delle Cave di Piantravigne e di Riofi che poche centinaia di metri a valle confluisce nel Fiume Arno ; il territorio del Valdarno risulta essere un’area fortemente colpita da malattie tumorali, con dati superiori alla media nazionale ed il registro dei tumori istituito recentemente può avvalorare il dato. Chiediamo pertanto che anche questi elementi siano acquisiti nel formulare l’ indagine”.
I civici hanno infine sottolineato che l’ampliamento ritarderebbe la chiusura già decisa per il 2021 e comprometterebbe anche gli investimenti fatti dalle amministrazioni del Valdarno che hanno progettato un piano comune per il turismo della vallata.