6 Maggio 2021 - 14:20

Il sindaco Vadi: “chi deve emettere diffida per la potenziale contaminazione di Podere Rota segnalata da Arpat?”

Il sindaco di San Giovanni Valdarno Valentina Vadi ha sollecitato l’emissione della diffida per la potenziale contaminazione di Podere Rota, a seguito della segnalazione di Arpat (“Chi lo deve fare?”) ed è tornata di nuovo alla “carica” con la Regione affinché sospenda e archivi il provvedimento autorizzatorio sul progetto di ampliamento della discarica.
“Sono passati dieci giorni da quando Arpat, il 22 marzo scorso, invitava le Amministrazioni competenti, Regione e Provincia, ad emettere diffida con ordinanza nei riguardi del responsabile della potenziale contaminazione del sito della discarica di Podere Rota, perché il gestore dell’impianto provvedesse alla bonifica – ha detto la Vadi -. Da allora niente è stato fatto. Già nel contributo tecnico istruttorio per la Conferenza dei servizi sul progetto di ampliamento della discarica di Casa Rota, in data 18 marzo, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale di Arezzo aveva confermato ed approfondito tutte le criticità emerse nel Rapporto di ispezione ambientale del 24 Settembre 2020 nel quale, a seguito di un ulteriore innalzamento delle concentrazioni dei solfati e del superamento di ulteriori parametri nella acque sotterranee, sottolineava la necessità per Csai di procedere alla “notifica di potenziale contaminazione”.
“Il gestore non aveva provveduto – ha aggiunto il sindaco – e Arpat si era vista costretta, nel dicembre 2020, con comunicazione da parte di soggetto pubblico, di fronte all’inerzia del privato, ad attivare una procedura aperta nel Sisbon, il sistema informativo siti interessati da procedimento di bonifica. Sempre nel documento di marzo, Arpat aveva anche smentito quanto affermato da Csai sulla naturalità delle condizioni del sottosuolo della discarica o sull’uso dei fertilizzanti in agricoltura quali cause a cui addebitare i superamenti dei livelli consentiti nelle acque sotterranee. Per questo – ha proseguito Valentina Vadi – , con una relazione indirizzata a Regione, Provincia, Prefettura di Arezzo, Azienda Usl Toscana Sud Est, il 22 marzo ha richiesto espressamente un intervento della Regione e della Provincia per sapere chi delle due abbia competenza in materia per procedere poi con una ordinanza nei riguardi del gestore della discarica e provveda alla bonifica del sito”.
“L’ordinanza – ha proseguito – è un passaggio non soltanto richiesto in maniera evidente dalla legge, ma fondamentale perché si riconosca la pericolosità potenziale del sito e la Regione proceda a sospendere il Provvedimento autorizzatorio unico (Paur). Non è pensabile infatti che si vada avanti con l’ampliamento di un sito che, come dichiara Arpat, presenta una contaminazione potenziale delle acque sotterranee che deve essere indagata ed approfondita”.
Il 19 febbraio il primo cittadino di San Giovanni ha inviato due istanze, una alla Regione Toscana, chiedendo la sospensione del Paur fino a quando la situazione della potenziale contaminazione non sia stata chiarita, e una alla Provincia, richiedendo di “diffidare, con ordinanza motivata, il responsabile della potenziale contaminazione a provvedere. “Nessuna risposta da parte delle Regione”, ha detto la Vadi. La Provincia, qualche giorno fa, ha invece inviato una lettera alla Regione Toscana per chiedere di chi sono le competenze.
“La Provincia – ha spiegato il sindaco di San Giovanni – ha fatto un passo avanti importante, per cui di nuovo, come vado facendo ormai da diversi mesi, mi appello alla Regione Toscana perché risponda, in tempi brevi, all’istanza presentata dal Comune di San Giovanni Valdarno in data 19 febbraio, sospenda e archivi il Paur, e dia risposte immediate alla richiesta di chiarimenti della Provincia. Il Valdarno non può attendere oltre, non può attendere che venga dipanato un conflitto di attribuzioni di competenze tra Regione e Provincia che potrebbe trascinarsi per mesi e mesi: c’è una potenziale contaminazione delle acque sotterrane nel sito in cui sorge la discarica di Podere Rota, una potenziale contaminazione delle acque sotterranee dichiarata nei documenti ufficiali di Arpat da almeno 7 mesi, una potenziale contaminazione che potrebbe mettere a serio rischio la salute dei cittadini. Prioritaria rispetto a tutto, in questa circostanza – ha concluso – diventa l’attivazione della procedura di bonifica con indagini, saggi, campionature e rilievi del terreno che sono fondamentali per definire la situazione. E questo è possibile, per legge, soltanto a seguito di un’ordinanza. Mi rivolgo alle due amministrazioni competenti, Regione e Provincia, perché risposte così importanti per il nostro territorio arrivino celermente e perché l’ordinanza che obbliga il gestore ad intraprendere il percorso della bonifica del sito possa giunga al più presto, insieme, come conseguenza diretta ed immediata, alla sospensione e all’archiviazione del Provvedimento autorizzatorio unico regionale per l’ampliamento della discarica di Podere Rota, che non avrebbe più ragione di tenersi in piedi”.