6 Maggio 2021 - 14:05

San Giovanni: coniugi uccisi dal Covid. Il commosso ricordo del figlio

Se ne sono andati nel giro di una settimana, strappati all’affetto dei loro cari dal Covid. E San Giovanni torna in lutto per la tragica scomparsa di una coppia di sposi conosciuta e stimata. Carlo Bracci, 81 anni, è spirato nella domenica di Pasqua, il venerdì successivo si è spenta la moglie Carla Ascani.
E’ il figlio Devil, noto imprenditore della città, a ripercorrere il dramma. “La mamma era stata ricoverata all’ospedale della Gruccia per un problema a una caviglia – racconta – ed è risultata positiva al virus. Quindi il trasferimento nel reparto Covid di Arezzo e poi alla Fratta per la riabilitazione. Intanto però anche il babbo aveva contratto il Covid. Lo sentivo al telefono, perché era in isolamento domiciliare, respirava con difficoltà e si è reso necessario il ricovero al San Donato”.
Il figlio ricorda che, pur avendo qualche patologia pregressa, i coniugi si potevano considerare in discreta salute prima del contagio che non ha dato scampo. “Il babbo si è aggravato in breve ed è stato ricoverato in Pneumologia e poi in Rianimazione, ma non ce l’ha fatta. Vi potete immaginare quanto sia stato terribile ricevere la telefonata che annunciava la sua morte”. Una tragedia che i familiari sono stati costretti a rivivere purtroppo venerdì scorso quando hanno saputo nel medesimo modo che anche la madre li aveva lasciati. “Era stata sottoposta anche a terapia monoclonale – riprende Devil – ma la situazione è precipitata in breve e non si è potuta salvare”. Un dolore straziante per i familiari che non hanno potuto rivedere, né salutare per l’ultima volta i due genitori. E i figli Devil e David li hanno ricordati anche in un toccante post sui social ringraziandoli per gli insegnamenti ricevuti. “Da voi abbiamo imparato tanto – hanno scritto – soprattutto la lealtà, il rispetto, il fatto che bisogna dare prima di ricevere. Ma la cosa più importante ci avete insegnato ad essere uomini, ci avete insegnato le regole della vita. Eravate due consiglieri leali, un punto di riferimento per i momenti difficili”.
Profondo il cordoglio nella comunità e nel mondo dello sport. Carlo, che negli anni ’70 aveva svolto l’attività di barbiere nel negozio di viale Gramsci prima di essere assunto in Ferriera, era una figura molto apprezzata anche nel calcio per essere stato massaggiatore in diverse società, dalla Sangiovannese al Montevarchi fino alla Castelnuovese.