6 Maggio 2021 - 15:19

1 maggio in Valdarno di fronte agli stabilimenti della Lem e della Valentino. “L’Italia si cura con il lavoro”

E’ stato celebrato questa mattina in Valdarno, nell’area industriale di via Valiani a Levane, il 1 maggio aretino e il tema scelto quest’anno dai sindacati confederali della provincia di Arezzo è inevitabilmente condizionato dalla pandemia: “L’Italia si cura con il lavoro”. Questo, infatti, lo slogan che è stato scelto. Nel rispetto delle norme anti contagio, non era possibile organizzare manifestazioni di piazza, ma i segretari generali e di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato i giornalisti alle 11 di fronte alle sedi di Valentino e Lem, le due fabbriche andate a fuoco nel giro di una settimana a cavallo di Pasqua.
“Le norme di sicurezza non ci consentono assembramenti ma nella logica di questo 1 maggio 2021, vogliamo essere di fronte a due aziende oggi in difficoltà e con i lavoratori in cassa integrazione. Indipendentemente dall’esito delle indagini della magistratura sugli incendi che hanno colpito e fermato Valentino e Lem, oggi abbiamo qui un problema occupazionale che si lega alla situazione complessiva di una zona sulla quale è necessario riflettere con grande attenzione”, hanno detto Alessandro Mugnai, segretario provinciale della Cgil, Silvia Russo, segretaria provinciale della Cisl e Cesare Farinelli, segretario provinciale della Uil.
“La dignità la dà solo il lavoro – ha detto Mugnai -, che non significa però dire ad una persona alzati, vai a lavorare e riscuoti. Significa dare la possibilità al lavoratore di esprimere il meglio di se stesso. Dobbiamo alimentare una competizione dei cervelli non dei consumi. Per far questo serve ovviamente anche una buona politica”.
“Il lavoro non avrà nel futuro le stesse caratteristiche di quello che si è sviluppato fino ad ora – ha aggiunto Farinelli -. Da questo punto di vista il contributo delle giovani generazioni è fondamentale, come fondamentale sarà il ruolo della scuola, delle istituzioni e naturalmente della formazione”. Ma a Levane si è parlato anche dell’apertura della media e grande distribuzione del settore alimentare il 1 maggio. “Purtroppo non ci hanno ascoltato – ha detto Silvia Russo – Parliamo di persone che hanno lavorato sempre durante la pandemia e che hanno alle spalle aziende che non hanno sicuramente problemi a livello economico. Ci è sembrata una sfida in un giorno nel quale non c’è bisogno di sfide, ma di lavorare insieme per il domani. Se non penseremo ad una nuova organizzazione del lavoro che vada incontro al futuro, coinvolgendo anche i lavoratori, faremo un flop anche rispetto alle risorse che ci arriveranno dall’Europa”.

Il servizio sulla giornata di stamani con le interviste curate da Giustino Bonci e Maria Rosa Di Termine